Sicurezza
Peep, Laurenti all’attacco di sindaco e Migliaccio
«Pensa di non sbagliare mai, ma il nostro partito ha fatto una brutta figura di fronte a 400 persone. Sono la nostra base. Abbiamo perso il contatto»
GROSSETO. I sindaci, compreso quello di Grosseto, non sono infallibili solo perché eletti dai cittadini, i consiglieri comunali non debbono “sovieticamente” seguire la linea dettata dal potente di turno, il Pd non può continuare a perdere il contatto con la base. Sono queste le puntualizzazioni che la segretaria del circolo Pace del Pd e consigliere comunale Stefania Laurenti, sviluppa in una lunga lettera che ha inviato al segretario provinciale Barbara Pinzuti e ai membri dell'assemblea comunale. Nella lettera, parole come macigni, nei confronti del sindaco Emilio Bonifazi, ma anche nel confronti del consigliere comunale Pietro Migliaccio. «Non è prevista – scrive la Laurenti – nella genetica dell’attuale sindaco, possibilità di errore. Come possiamo ignorare 400 cittadini che non chiedono la verifica degli atti ma di un eventuale possibile umano errore? L’atteggiamento del nostro amato sindaco manifesta l’impossibilità di un suo errore. E non è servita nemmeno la pronuncia del difensore civico. Poiché il nostro Emilio ha dichiarato in merito: “Abbiamo agito correttamente sulle rivalutazioni”. La legittimità era tale che il 24 luglio l’amministrazione comunale ha fatto una figura meschina di fronte a 400 persone. La figura del Pd sarebbe stata favolosa se non vi fossero stati compagni a remare contro». E qui la critica va su Migliaccio. «I nostri profondi conoscitori dei fatti locali – scrive Stefania Laurenti – hanno tacciato i rematori controcorrente di personalismo, arrivismo, poca sobrietà, inadeguatezza... Un nostro esponente invece che sostenere l’attività che stavamo facendo io e Paolo Borghi, di fronte a 400 persone, mi ha apostrofato come poco sobria, ignorando, per scopi personali, il fatto che eravamo lì a tentare di salvare il nostro partito e il suo discutibile operato. Se poi invece si ritiene che i nostri comportamenti di esponenti politici debbano essere quelli della paletta per alzata di mano, possiamo dichiarare finita la sinistra e il nostro partito defunto». La Laurenti lamenta, poi, il fatto che nel Pd, ormai, non ci si confronti. E l'esempio è la designazione del nuovo presidente del Fiora. «In una società pubblico-privata dove vi sono fior di tecnici provenienti dall’Acea – spiega – la nostra analisi politica è stata quella di inserire un ennesimo tecnico. E ciò senza sentire i sindaci. La risultanza è stata che il nostro è stato bocciato e non eletto». Sulla vicenda aree Peep interviene, poi, ance la capogruppo del Pd Daniela Piandelaghi che sottolinea di non vedere alcuno sgambetto da parte del vicesindaco nei confronti dell'assessore Ceccarelli. «È grazie al fatto che il vicesindaco ci ha messo la faccia – sottolinea Piandelaghi – che in un momento di tensione con la cittadinanza siamo riusciti a costruire un dialogo serio e fattivo con i cittadini».
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