Il dolore
Dodici anni di botte: patteggia sei mesi
CASTEL DEL PIANO. Di accuse nei confronti del marito, il giudice per l’udienza preliminare Marco Bilisari ne ha lette una sfilza. Ma alla fine, a quell’uomo che era finito in tribunale per aver...
CASTEL DEL PIANO. Di accuse nei confronti del marito, il giudice per l’udienza preliminare Marco Bilisari ne ha lette una sfilza. Ma alla fine, a quell’uomo che era finito in tribunale per aver trasformato in un incubo gli ultimi 12 anni della vita di sua moglie, se l’è cavata con una pena di sei mesi di carcere con la sospensione condizionale. Il reato per il quale l’uomo, 47 anni di Castel del Piano, ha pagato è quello di maltrattamento nei confronti della donna. Violenze, soprusi e botte che non si sono fermate nemmeno quando la donna è rimasta incinta.
È una storia che viene da lontano quella che ha visto in tribunale una coppia che vive sul monte Amiata. Una storia fatta di pugno in faccia, di calci nella pancia che hanno provocato alla donna anche la frattura di tre costole e la perforazione del polmone sinistro, schiaffi, botte alla testa, alle gambe. Lividi ed ecchimosi hanno vissuto a lungo sul corpo della donna. Lei però, per quelle botte, non lo ha mai denunciato. Le ha soltanto raccontate ai carabinieri, a sommarie informazioni, ma non ha mai sporto denuncia contro il marito violento.
Arrivati al processo, il gup Marco Bilisari si è trovato a dover stralciare tutti questi capi d’imputazione che contenevano i singoli reati. Non luogo a procedere, ha scritto il gup.
È rimasto in piedi però il reato di maltrattamenti, aggravato dal fatto che la donna fosse appunto la moglie dell’imputato. L’uomo ha chiesto di patteggiare: sei mesi con la condizionale la pena che dovrà scontare. (f.g.)
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