Sicurezza
“Divorati” dalle zecche, un paese in aiuto
Roccalbegna si mobilita con i volontari della Cri e il sindaco per soccorrere gli scout assaliti dai parassiti
ROCCALBEGNA. Un esercito di zecche si attacca a una cinquantina di scout romani, accampati dal 18 di luglio a Pescinello, e tutto il paese “adotta” immediatamente i malcapitati ospiti. Arrivano i soccorsi di Asl, Croce Rossa, amministrazione comunale, con il sindaco in testa, e associazioni di volontariato che, al fianco di comuni cittadini di Roccalbegna, danno una grossa mano ai ragazzi e ai loro accompagnatori.
Un gesto di accoglienza che, in ogni caso, non è servito a trattenere il gruppo di scout Roma 46 “Marco Polo”, in una delle zone più suggestive del Monte Amiata fino al 31 del mese, come programmato, ma si è interrotto ieri, quando due pullman hanno caricato i ragazzi per riportarli a Roma.
«Il problema – commenta amareggiato il sindaco Massimo Galli – è che ci sono altri scout già prenotati per il 1º del mese e per il 24 e adesso non so nemmeno cosa rispondere alle telefonate insistenti dei genitori dei futuri ospiti. È sicuro che nella zona le zecche ci sono e la loro presenza è senza dubbio favorita dal gran caldo e dall’umidità. Oltre tutto, come ho visto io stesso e come riferito dai biologi Asl in questo caso le zecche sono piccolissime e si individua molto male anche la zona infestata e dove i ragazzi le hanno prese».
Giovedì sera verso le 20, una volta fatto ritorno dall’escursione giornaliera, gli scout, maschi e femmine fra 10 e 15 anni, si sono accorti di avere addosso gli insetti. Così oltre al sindaco Galli, subito accorso, si è allertato anche il 118. «Specialmente le ragazzine erano impaurite – afferma Galli – e anche noi eravamo scossi, perché è dagli anni ’90 che a Roccalbegna arrivano gruppi da ogni parte d’Italia e mai era successa una cosa simile. Abbiamo anche saputo che fin dal giorno prima c’era stato un caso di zecca fra i ragazzi, ma che non ha destato preoccupazione».
Vista la gravità, l’amministrazione comunale si è allertata. «È curioso – spiega il sindaco – che vittime delle zecche sono stati tutti maschi e solo una femmina. Ma probabilmente il gruppo si era diviso in due parti per le escursioni di orientamento e il passaggio scelto dai ragazzi è stato quello dove hanno incontrato gli insetti. Anche se non sappiamo, per ora, dove».
Intanto i tecnici della Asl hanno prelevato campioni di zecche e fin dalla mattina di venerdì hanno iniziato un minuzioso sopralluogo nella zona dove i gruppi sono passati. Ma per trascorrere la notte l’amministrazione comunale ha fatto tutto il possibile per un’ospitalità generosa e punteggiata da gesti di volontariato puro.
«Abbiamo fatto dormire tutti a Casa Roccalbegna – prosegue Galli – la sede dell’ex consorzio agrario, completamente attrezzata e fornita di servizi igienici, che si trova subito prima del ponte che fa da ingresso al paese. La Pro Loco e l’associazione polisportiva, poi, hanno fornito pasti caldi preparati da due signore del paese a puro titolo di solidarietà. Adesso (venerdì mattina, ndc), i ragazzi stanno bene e sono stati curati nei due ambulatori approntati per loro, uno per i maschi e uno per le femmine».
Nel frattempo l’amministrazione comunale ha acquistato dei sacconi neri dove sistemare gli zaini che i ragazzini, una volta a casa, faranno disinfestare se ce ne sarà bisogno. «In ogni caso – conclude il sindaco – la vacanza è finita. Noi abbiamo fatto il possibile e ci dispiace della situazione, ma i genitori ci hanno ringraziato di aver accudito i bambini».
Altro servizio a pag. 11
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