Il Tirreno

Grosseto

Peep, il sindaco: «C’è un impegno»

di Maurizio Bernardini

Il primo cittadino chiarisce: gli incontri di partito ma il consiglio comunale aveva già dato un mandato chiaro

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GROSSETO. Bene le riunioni di partito, ma il caos aree Peep è già stato affrontato (e sarà risolto) in seno alla maggioranza (e con l’aiuto di Colomba, vedi a lato, ndc). Nel pomeriggio di ieri piomba sul dibattito nato attorno ai rincari dei corrispettivi dovuti al Comune per il riscatto della proprietà delle case popolari il sindaco, Emilio Bonifazi: «L'impegno preso due mesi fa sul riscatto delle aree Peep con la mozione del 4 aprile, approvata dalla maggioranza lo scorso maggio, è messo nero su bianco ed è intenzione del sottoscritto e della giunta non disattenderlo. Anche perché è stato preso nella sede istituzionale per eccellenza: il consiglio comunale»; come dire: la via indicata dal vice sindaco Borghi ai “suoi” durante la riunione di martedì era già stata discussa nelle sedi istituzionali e, soprattutto, in maggioranza. «Questo percorso è stato intrapreso dietro mandato del consiglio e non può essere confuso o associato ai legittimi confronti e riflessioni all'interno dei partiti, che pure possono portare spunti e idee per la buona riuscita della vicenda». Poi Bonifazi chiude: «Prendo atto, con grande soddisfazione, dell'importante contributo dato da tutti i consiglieri della maggioranza e da alcuni rappresentanti dei gruppi di minoranza, perché si possa arrivare a soluzioni condivisibili per tutti e soprattutto per tutti quei cittadini interessati».

A fare sponda al sindaco c’è l’assessore all’ambiente Giancarlo Tei che interviene come esponente di Grosseto Insieme: «Stiamo facendo passi avanti nella direzione della semplificazione e della condivisione. Resta da vedere in che modo e in quale misura verranno determinati i nuovi prezzi e soprattutto se per tutte le tipologie di case verranno determinati importi accettabili». Una delle speranze è infatti che vengano «Introdotti sconti per chi pagherà in unica soluzione». Anche perché «Chi ha acquistato in area Peep non è certo “un ricco” anche se non mancano casi di speculazione». E poi ancora: «In questi mesi, forse con troppo silenzio, all’interno della giunta dei gruppi consiliari e di quelli tecnici si è a lungo discusso e ci si è interrogati sul da farsi, confrontando atti approvati da altre amministrazioni, pareri specifici e senza mai considerare la vicenda chiusa. Tutti incontri presieduti dal sindaco che ha sempre chiesto di approfondire per capire cosa era stato fatto e cosa fosse possibile fare. Non è mai prevalsa la necessità di fare cassa, ma la poca chiarezza della normativa nazionale non ha reso agevole il lavoro, escluso quello di coloro cui era sufficiente urlare “al lupo, al lupo”».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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