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Grosseto

Nuovo regolamento, arrivano posti in più

Nuovo regolamento, arrivano posti in più

La Regione Toscana rivede i parametri: ogni educatore potrà seguire più bambini di prima

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GROSSETO. Si alza il numero di bambini che ciascun educatore potrà seguire; si abbassa il rapporto tra bimbi e metri quadri. La Regione Toscana approva il nuovo regolamento sugli asili nidi e introduce alcune modifiche che si traducono in novità anche per le famiglie grossetane: in una parola, ci saranno più posti disponibili. Secondo una proiezione fatta dall’assessorato comunale alla Pubblica istruzione, su un asilo da 40 posti si possono prevedere circa dieci posti in più.

La prima novità è il rapporto tra numero dei bambini e metri quadri della struttura. Fino ad oggi si prevedevano 6 metri quadri per bambino, riducibili a 4 in ambienti polifunzionali. Ora si passa a 5 metri quadri per bambino. È inoltre prevista la possibilità di accogliere bimbi in soprannumero nella misura del 20 per cento in più rispetto alla capienza della struttura.

Cambia anche il rapporto numerico tra educatori e bambini. Fino ad oggi era di uno a sei, che passava a uno a nove se non c’erano bambini sotto i 18 mesi. Da oggi diventa più flessibile: uno a sei per i bambini sotto 12 mesi; uno a sette tra 12 e 24 mesi; uno a dieci tra 24 e 36 mesi.

Con il nuovo regolamento vengono anche fissati i titoli di studio per gli educatori; serviranno lauree e diplomi tematici. Per aiutare le famiglie nella scelta, inoltre, ogni Comune dovrà dotarsi di una carta dei servizi e istituire un elenco comunale degli educatori. Mamme e babbi potranno scegliere così tate qualificate per prestazioni a casa.

Ma cosa cambierà per le famiglie grossetane? Ovvio che i pedagogisti storcono il naso: meno bambini deve seguire un educatore, più alta è la qualità dell’educaizone impartita. La Toscana, inoltre, è sempre stata un’eccellenza nel settore; ora si abbassano un po’ gli standard, uniformandoli a quelli di regioni che non hanno mai brillato nel servizio. Ciò non significa, però, che si avranno classi pollaio.

«Prevedere il 20% in più in soprannumero non significa abbassare la qualità del servizio – spiegano da Iside, l’istituzione che gestisce gli asili comunali – perché spesso negli asili ci sono periodi in cui i bambini si ammalano o non si presentano, e la struttura si svuota».

«Come si sa la domanda è più alta dell’offerta e questo regolamento cerca di intercettare tale bisogno», spiega l’assessore alla Pubblica istruzione Luca Ceccarelli. «Gli asili comunali sono sufficienti per una piccola parte dei bambini. Perciò con tariffe comunali si può mandare il figlio a uno dei 12 asili privati convenzionati. Aumentare il numero dei bambini per educatore e flessibilizzarne il numero in base all’età razionalizza l’offerta».

L’assessore sta già lavorando allo studio dell’andamento medio delle iscrizioni degli anni passati per ottimizzare il funzionamento. Ma sull’introduzione dei nuovi parametri nei nidi comunali frena. «Gli asili privati fanno un buon lavoro e mi dicono che introdurre un margine di sovrannumero del 20 per cento dà loro un polmone d’ossigeno. Nei nidi comunali, però, questa novità non sarà introdotta». (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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