Il Tirreno

Grosseto

«Le istituzioni con noi» Rsu chiedono le elezioni

Ancora caos alla Mabro dopo la firma del verbale sulla cassa integrazione Disponibili a tornare a trattare dopo che si saranno chiarite le posizioni

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GROSSETO. È un botta e risposta destinato a non finire troppo presto. O almeno, da una parte, quella della Cisl e della Uil, è stato chiuso due giorni fa. Ma le rsu della Mabro, quelle targate Cgil, tornano alla carica. Al centro della discussione, ancora il verbale sulla cassa integrazione firmato la scorsa settimana in Provincia. «Non siamo state invitate all’incontro - spiegano - perché considerate “scadute” come un vasetto di yogurt; lo abbiamo saputo e ci siamo presentate solo perché avvisate da Santini, segretario della Filctem-Cgil. E tutti hanno impedito l'inserimento nel verbale della nostra dichiarazione sulla prima responsabilità della attuale situazione, ovvero quella dell’azienda». Dichiarazione che è stata allegata al verbale della cassa integrazione. «L’azienda, dopo che siamo uscite - dicono - ha ottenuto l'inserimento della frase incriminata, ossia che solo le parti firmatarie avrebbero discusso sugli esuberi. Preoccupante è che tutti si sono piegati alla richiesta, compreso il dirigente della Provincia, che così è venuto meno alla propria funzione di imparzialità. Ora ci venite a raccontare che eravamo su Scherzi a parte e che quindi quella frase non ha significato». Il messaggio è per Confindustria e per Cisl e Uil. «Abbiamo già detto che a settembre ci sarà, con il fallimento, la perdita di tutti i posti di lavoro o, con la Prodi bis, la continuazione per tutti in attesa di una nuova proprietà - aggiungono - e che quindi quella dei licenziamenti è una minaccia che non fa paura, ma si colpisce quattro persone, non solo come singoli individui, che sarebbe già grave, ma nelle loro rispettive funzioni e rappresentanza, siano state disponibili a piegarsi fino a venir meno ad un basilare principio di democrazia». La situazione, per le rsu Cgil, è drammatica. «Siamo di fronte a un amministratore - spiegano - che continua a vendere fumo e che alla precisa domanda su un ordine da quasi 800mila euro, risponde di non essere a conoscenza su chi sia il cliente. Non si tratta di abbassare i toni, bisogna recuperare un rapporto sui temi ed allora un percorso di riavvicinamento lo proponiamo noi». Difficile, poi, si legge nella nota, che il ministero dia il via libera alla cigs in agosto. «Dovremmo fare un nuovo esame congiunto - dicono - possibilmente con un diverso funzionario della Provincia, ove la nostra posizione, legittima come l'altra, deve risultare in modo chiaro. E poi bisogna anche fissare la data della elezione per il rinnovo della rsu, che da tempo chiediamo anche con la Cgil, perché le elezioni sono un esercizio democratico e non una pratica che si esercita solo quando ci conviene. Siete rimasti soli: tutte le istituzioni, non solo la Provincia, hanno chiaramente affermato che la Prodi bis è la soluzione auspicabile».

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