Il Tirreno

Grosseto

Forfait del personale, il nido va alla coop

di Francesca Ferri
Forfait del personale, il nido va alla coop

Via Lago di Varano e via Merloni passano a gestori privati: «Dipendenti inidonei e non possiamo assumerne di nuovi»

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GROSSETO. Ventitré su 108 tra educatori e cuochi impiegati negli asili comunali non possono più svolgere il lavoro al cento per cento. E così il Comune è costretto a “dismettere” due asili nido, quello di via Lago di Varano e quello di via Merloni, e il loro servizio mensa, affidandoli ai privati, nello specifico a cooperative del terzo settore scelte con un bando.

Il Comune e Iside (istituzione che si occupa della gestione di asili e nidi comunali) la chiamano «una riorganizzazione per garantire il servizio». Non è però scorretto definirla anche «strategia di sopravvivenza», visto che il motivo di questa decisione è che, di fronte al parziale forfait dei 23 dipendenti, il Comune ha le mani legate, perché non può assumere nuovo personale.

Forfait per 23 dipendenti. Nel sistema delle otto scuole dell’infanzia e dei sette nidi comunali gestito da Iside lavorano 108 dipendenti, di cui 98 a contatto con i bambini (tra educatori, collaboratori e cuochi) e 10 negli uffici. Il Comune li ha tutti assunti regolarmente; gli ultimi nel 2009. «Nonostante questo – spiega il sindaco Emilio Bonifazi – oggi ci troviamo con 14 persone, soprattutto cuochi, che risultano solo parzialmente idonee al lavoro e con altre 9 che hanno fatto ricorso alle prerogative di orario ridotto previste dalla legge 104 del 1992». L’inabilità, precisa il sindaco, è stata lamentata dai dipendenti dopo l’assunzione, «perché sono lavori classificati come usuranti».

Stop alle assunzioni. Il Comune, però, come tutti gli enti pubblici, non può più assumere personale. Come fare, dunque, per garantire ai bambini e alle famiglie lo stesso servizio quando cuochi e maestri sono il 21 per cento in meno del previsto?

Terzo settore in arrivo. Da qui la decisione di cedere due dei sette asili di Iside già da settembre al terzo settore, ovvero cooperative come Uscita di Sicurezza che per il Comune già gestisce due asili nido, quello di Batignano (con 16 bambini) e una sezione dell’asilo di via Mozambico (12 bambini). «L’esperienza con loro è stata molto positiva, i genitori sono stati contenti e se vogliamo garantire continuità educativa, stesse rette e stessi posti di lavoro, non c’era altra scelta», spiega Bonifazi.

Rette e qualità invariate. La scelta l’hanno presentata ieri alla stampa il sindaco, l’assessore alla Pubblica istruzione Luca Ceccarelli e la direttrice di Iside Barbara Biagioni, sforzandosi di sottolineare i lati positivi: le rette restano invariate (e saranno versate dai genitori al gestore, che si farà carico anche dei costi di manutenzione ordinaria e delle spese), gli standard di servizio saranno controllati da Iside, non si perdono posti di lavoro e, anzi, si dà la possibilità di lavorare a chi ha passato il concorso. La coop che vincerà l’appalto, infatti, dovrà attingere personale dagli idonei in graduatoria. «Il senso di questo progetto – spiega l’assessore Ceccarelli – risiede nella necessità di garantire tutti i 234 posti nei nostri nidi e i 360 delle scuole dell’infanzia, nonostante il fatto che con le tariffe di compartecipazione dei cittadini si riesca a coprire solo poco più del 10 per cento della spesa sostenuta dal Comune, 600mila euro su circa 5,5 milioni e con problemi di personale particolarmente importanti». Costi alti, che comprendono i 700mila euro che ogni anno il Comune paga per le supplenze.

Contratti “diversi”. Epperò qualche nota dolente c’è. Il privato che prenderà in gestione i due asili, infatti, assumerà personale con contratti molto diversi da quelli previsti per i dipendenti pubblici. Sicuramente con stipendi inferiori. Chi ha partecipato al concorso pubblico per il posto fisso dovrà poi accontentarsi di un contratto privato e a scadenza: la gestione della coop è prevista infatti per tre anni.

Cosa cambia. A settembre, dunque, i bambini e le famiglie dei nidi di via Lago di Varano e di via Merloni passano al nuovo gestore (ancora da individuare). E non solo loro. Anche i dodici bimbi di via Mozambico cambiano educatori, ma il passaggio sarà inverso. Uscita di Sicurezza, che fino ad oggi ha gestito la sezione lattanti, migrerà in via Lago di Varano e l’asilo di via Mozambico passerà interamente al Comune.

Via Marche, asilo jolly. La riorganizzazione interessa anche l’asilo di via Marche che sarà svuotato e usato come asilo jolly dove trasferire momentaneamente i bambini se i loro asili dovessero subire lavori di ristrutturazione incompatibili con le lezioni.

Progetto da approvare. La riorganizzazione deve, però, essere approvata. Prima di tutto con un confronto con i sindacati, con i quali il Comune si incontra lunedì. Poi con la votazione in consiglio comunale, prevista per il 5 agosto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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