La manifestazione
«Sconti su età e tipologia» Così il Pd smorza la rivolta
Paolo Borghi illustra a centinaia di residenti inferociti la proposta del suo partito Qualche applauso e tante perplessità, a settembre il dibattito in consiglio
GROSSETO. Gli aumenti per riscattare la piena proprietà delle case in aree Peep rimangono, ma saranno contenuti grazie a coefficienti come l’età degli immobili e la tipologia.
Martedì sera, nella sala della circoscrizione Pace, il vicesindaco Paolo Borghi conferma la soluzione preannunciata dal Tirreno e arrivata in seguito a una riunione di maggioranza.
Ad ascoltare le parole dell’assessore _ accorso non nelle vesti istituzionali, ma in quelle politiche di esponente del Partito democratico _ c’erano quasi trecento persone. Alcuni residenti sono usciti dall’assemblea soddisfatti, altri innervositi. Tutti, comunque, hanno recepito l’apertura del partito di maggioranza.
Tante le bandiere del Pd, così come i quattrini per fissare la sala li ha anticipati Stefania Laurenti, consigliera comunale del partito e organizzatrice della serata.
Arrivano i politici: protagonista è l’assessore al bilancio, Paolo Borghi. Ad ascoltare c’è pure l’assessore all’ambiente, Giancarlo Tei. Assente il collega di giunta Luca Ceccarelli (assessore al Peep): pare non sia stato neppure invitato.
Borghi inizia il suo intervento, spiega che la delibera dell’11 settembre scorso non ha fatto altro che prendere atto, certificare meccanismi che hanno portato ad aumenti imposti a suo tempo dal governo Berlusconi. Ma sembra l’ennesimo scaricabarile e monta il malumore. Poi prosegue: «Occorre calibrare un parametro sulla vecchiaia dell’immobile e sulla tipologia: da palazzone a villetta a schiera le cose cambiano».
Partono le critiche, ma Borghi zittisce tutti: «Sono venuto a una riunione del Pd, sono a casa mia. A chi non sta bene prenda appuntamento e venga in Comune. Sono venuto qui con grande educazione, chi vuole parli con calma». Poi la promessa e le accuse agli avversari politici: «Per settembre porteremo la nostra proposta in consiglio comunale (anche se per qualche esponente di giunta basterebbe una delibera, ndc). Sulle aree Peep hanno parlato molti, spesso con superficialità e senza lanciare proposte concrete».
Si va avanti, viene fuori l’altra novità: chi possiede la casa da poco tempo e vuole riscattarla per rivenderla (e dunque chiudere un buon affare) pagherà di più. La parola passa alla gente: c’è chi si lamenta perché ha chiesto invano di «dialogare con il sindaco da 8 mesi» e chi ringrazia per l’occasione “concessa” dal partito. Si parla anche dell’abbattimento del 30 per cento sul costo totale del riscatto per chi paga in contanti. Borghi ascolta e non chiude alcuna possibilità.
«La casa è un bene primario, la difenderò con le unghie e con i denti», dice qualcuno; «Nessuno ci ha avvertiti degli aumenti», insiste un altro.
C’è chi vuole assistere gomito a gomito con i tecnici comunali alla stesura del futuro meccanismo di calcolo: anche in questo caso Borghi è disponibile e chiede venga formata una delegazione. «I soldi incassati dalle aree Peep _ dice il consigliere comunale Pietro Migliaccio (Pd) _ devono essere spesi sulle aree Peep. A settembre si torni a discutere in un incontro come questo alla presenza del sindaco e del vice sindaco».
Intanto la Laurenti gongola: «Se vuoi gli elettori devi stare sul territorio. La determinazione delle idee ha vinto sulla mediazione politica». Il Pd, in qualche modo e con molti affanni, è uscito dall’angolo in cui si era messo da solo.
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