Gioco
Pecore sbranate nonostante il “cannone”
SCANSANO. Nemmeno un cannoncino a gas è riuscito a fermare l’aggresisone del predatore che a distanza di pochi giorni è tornato nel podere di Matarozzi a Murci (Scansano) di Silvia Fabbreschi. «Una...
SCANSANO. Nemmeno un cannoncino a gas è riuscito a fermare l’aggresisone del predatore che a distanza di pochi giorni è tornato nel podere di Matarozzi a Murci (Scansano) di Silvia Fabbreschi. «Una cosa inverosimile», commenta il marito di Silvia. «Ci siamo attrezzati in ogni modo per arginare lo stillicidio continuo del nostro gregge, ma è stato tutto inutile. Lunedì abbiamo trovato una pecora sbranata e i resti sparpagliati qua e là nel pascolo».
Gli allevatori di Matarozzi fanno riferimento a un escamotage di ultima generazione che dovrebbe tenere lontani i predatori, un marchingegno collegato a una bombola di gas che ogni cinque minuti spara uno scoppio creando un rumore che dovrebbe impaurire i predatori e dissuaderli ad avvicinarsi. «Ma forse hanno ormai imparato a riconoscerlo – spiega l’allevatore – e associano lo sparo alla presenza e alla disponibilità di cibo. Proprio il contrario di quanto il cannoncino dovrebbe provocare».
La famiglia, recentemente vittima di un’altra pesante aggressione che decimò il gregge, sbotta: «Vogliamo sottolineare l’inefficacia totale del progetto Ibriwoolf. Possiamo dire solo questo. Quando abbiamo telefonato ai veterinari Asl per l’ispezione dell’animale e l’autorizzaizone a smaltire la carcassa, ci hanno detto che sarebbero arrivati nel tardo pomeriggio, perché erano numerosi i giri da fare prima di arrivare da noi. Come è possibile continuare così. Abbiamo messo in cantiere tutti gli accorgimenti del caso, addirittura i cannoncini a gas. E stavolta il predatore è arrivato 20 metri da casa nostra. Cosa possiamo fare di più?». (f.b.)
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