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La Gsi investe, Ulivieri ringrazia

L’azienda impiegherà gli operai della Fornacina che erano a casa

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SANTA FIORA. Incontro ufficiale, giovedì scorso, fra i vertici di Grandi Salumifici Italiani e il presidente dell’Unione dei comuni Amiata grossetana Franco Ulivieri. Soddisfazione reciproca alla notizia che Gsi investirà nello stabilimento di Bagnore circa 10 milioni di euro per potenziare la struttura di un’azienda che dà ossigeno all’occupazione e diffonde a livello internazionale eccellenze produttive in cui Bagnore si distingue.

Gsi è, in Amiata, fra le grandi aziende che, pure fra venti di crisi, stanno fronteggiando con grande rigore ed efficacia la tempesta economica. «Ma per fortuna – spiega Ulivieri – noi abbiamo ditte, aziende, imprenditori di grande prestigio: Corsini, Betti, Amadori, Tosti, Vallati, solo per citarne alcuni. E spicca Gsi. La ristrutturazione di questa azienda emiliana, che lavorava su 6 stabilimenti, ha portato alla scelta di concentrare l’attività su tre strutture soltanto e una di queste strutture è proprio lo stabilimento di Bagnore. La sua produzione pregiata di cotti, fra cui spicca il Tenerone, la spiccata professionalità delle maestranze sono state le molle che hanno fatto scattare la scelta della dirigenza di implementare Bagnore. Questo ha permesso a Gsi di poter utilizzare l’intero staff degli operai dell’altro stabilimento agroalimentare della Fornacina».

Qui da ben due anni si utilizzava la cassa integrazione. «Il fatto che tutti gli operai siano stati inseriti in Gsi non può che farci un grandissimo piacere. Dispiace che la Fornacina abbia chiuso, ma siamo contentissimi che il comparto stia reggendo e abbia prospettive future di crescita». (f.b.)

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