Il dolore
Ici e Tarsu, caos tasse a Scansano
Cittadini infuriati con il Comune e la Andreani per gli accertamenti sbagliati. «Qui è la rivoluzione»
GROSSETO. Ottocentotrentuno euro da pagare per l’Ici sulla prima casa, quando l’Ici sulla prima casa neppure esisteva. E ancora: imposta sugli immobili per una cantina di proprietà di due fratelli, calcolata su una superficie di 29 metri per un fratello e di 34 per l’altro. E infine: Tarsu applicata a un appartamento di 76 metri quadri che, nel conteggio dell’esattore, sono inspiegabilmente lievitati a 96.
È caos a Scansano. Dopo il servizio sul nuovo esattore ingaggiato dal Comune, la Andreani Tributi di Macerata, pubblicato nei giorni scorsi sul Tirreno, il telefono e la posta elettronica della redazione sono diventati incandescenti. Le segnalazioni di cittadini arrabbiati per i calcoli sbagliati sui loro arretrati non si contano. E spuntano casi grotteschi.
Amaranta Biancheri Mantovani, 33 anni, si è vista recapitare un accertamento per l’Ici sulla prima casa per gli anni 2008-2013. Peccato che in quel periodo l’imposta fosse sospesa. «Mi chiedono 281 euro per il 2008 e 110 all’anno dal 2009 al 2013», spiega. Come è possibile? «Al catasto la mia casa risulta trovarsi a Case sparse in località Fosso dei Mulini, mentre negli archivi del Comune risulta in via Madonna del Carmine». Andreani ha probabilmente visto due indirizzi diversi a carico di una stessa persona e ha pensato che uno dei due fosse della seconda casa.
Altro caso è quello di due coniugi che vivono in un appartamento in via XX Settembre. Che, ricevuto un accertamento Tarsu, hanno “scoperto” con gran sorpresa che il loro appartamento era più grande di 20 metri quadrati rispetto ai 76 che credevano.
E che dire di una cantina posseduta da due fratelli? Andreani ha mandato due accertamenti, uno per ciascun fratello. Ma al primo ha calcolato l’importo della tassa considerando una superficie di 29 metri, mentre al secondo il calcolo è stato fatto su 34 metri.
La Andreani, come noto, svolge il ruolo di esattore per il Comune di Scansano dallo scorso luglio e, dopo alcuni mesi di controlli incrociati sulle banche dati, da marzo ha cominciato a inviare lettere di accertamento di presunti mancati pagamenti di tasse comunali. Proprio come faceva Equitalia, con una piccola differenza: sul ritardato pagamento Equitalia applicava una sanzione del 9 per cento, mentre Andreani chiede il 30 per cento. Se poi a questo aumento si aggiunge che i calcoli sono spesso errati, la rabbia della gente è comprensibile.
«In paese c’è una rivoluzione – spiega Mantovani – e basta vedere la fila allo sportello che Andreani ha aperto in paese per rendersi conto che non c’è una famiglia che non sia stata raggiunta da un accertamento sbagliato».
Il problema è che a dimostrare l’errore dell’esattore e la regolarità del pagamento deve essere il cittadino. Con relativa perdita di tempo e denaro. «Alla vicina di mia suocera – prosegue la signora Amaranta – hanno chiesto 19 euro in più del dovuto, anche qui per un errore e lei ha deciso di pagare per chiudere subito la faccenda. Ma perché devo passare da evasore se non lo sono? E chi non si accorge di essere nel giusto?».
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