Proteste
Corsa a ostacoli per il parcheggio
Fiumara è invasa dalle auto. Ma farci un’area di sosta è un’odissea burocratica
GROSSETO. Cosa serve per ripulire un pezzetto di pineta a Fiumara, recintarlo in modo che le auto non si intrufolino nel bosco e farne un parcheggio temporaneo per luglio e agosto? A parte un briciolo di buonsenso e una capatina – ne basta una, mica tante – per vedere la selva di automobili accalcate fin sui pini nelle giornate d’estate, bisogna essere dei provetti ballerini di valzer. Sì, proprio un valzer, ballato fra tre o quattro uffici comunali, la soprintendenza di Siena, il comando dei vigili urbani. Il solito balletto burocratico all’italiana.
La necessità di un parcheggio nella zona di Fiumara, a Marina di Grosseto, la gridano ai quattro venti da anni, cittadini, turisti e operatori balneari della zona. Ieri a dar voce ufficiale alla protesta è stato il titolare della Kite Beach Fiumara Alessandro Tonini (vedi box).
Che fare? La risposta appare ovvia: lo spazio non manca e con i recenti interventi di pulizia del sottobosco per prevenire gli incendi – dopo il disastroso rogo dell’anno scorso – basterebbe una pulitina appena più profonda e una sistemazione e se ne ricaverebbe un’area di parcheggio da far gestire e custodire, magari, da una cooperativa di persone diversamente abili, come già succede nel parcheggio creato l’anno scorso al Km 28. Del resto un’area di sosta a Fiumara già esiste; si tratterebbe di allargarla un po’.
Dunque? «È una problematica alla quale non mi sottraggo», spiega l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Monaci. «I parcheggi estivi possono essere individuati in posti provvisori, come permette una specifica normativa “d’emergenza”. E ritengo che uno dei problemi principali di Marina è proprio la carenza di parcheggi, che colpisce in particolare la zona nord». Insomma, l’idea piace all’assessore ma questo non è sufficiente.
La decisione deve infatti passare diversi vagli prima di atterrare sulla scrivania del titolare dei lavori pubblici. Prima di tutti, all’ufficio traffico, che ha il compito di valutare se esiste la necessità di un nuovo parcheggio. «Noi facciamo uno studio di domanda e offerta», spiega l’ingegner Samuele Guerrini, funzionario dell’ufficio. «Il problema della costa di Marina è che la domanda di parcheggi è così forte che non si può soddisfare al cento per cento. Da qui nasce, ad esempio, il parcheggio a pagamento: è un modo di gestire domanda e offerta per abbassare la domanda».
Bisogna insomma mettersi l’animo in pace? «Tutti gli anni sollecitiamo l’amministrazione perché si realizzino parcheggi su tutta la fascia costiera – spiega Guerrini – ma per quanti input io possa dare, la risposta la devono dare i politici e gli strumenti urbanistici».
Se anche l’ufficio viabilità dà parere positivo alla realizzazione del parcheggio, infatti, la richiesta dei cittadini deve confrontarsi con le norme urbanistiche del comune. Ciò che si può o non si può costruire sul territorio comunale, infatti, è scritto su piani e regolamenti comunali. Su quel pezzo di pineta si può ricavare un’area di sosta? «La competenza è dell’ufficio urbanistica – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Monaci – che deve pronunciarsi sulla compatibilità o meno». A questo passaggio ne segue un terzo: capire a chi appartiene il terreno e, se è di un privato, espropriarlo, con uno sforzo in più dal punto di vista economico. Ma ancora non è finita.
La pineta è un bene ambientale sottoposto a vincolo paesaggistico. Non si può toccare una pigna se non si interpella prima la soprintendenza per i beni paesaggistici di Siena che, per dare una risposta, si prende i suoi tempi tecnici (in genere un paio di mesi). Nel frattempo, visto che di ambiente naturale si parla, la pratica della richiesta fa anche una tappa nell’ufficio dell’assessore all’Ambiente.
Se anche tutto fila liscio e tutti dicono sì, c’è un ultimo censore da affrontare: l’ufficio patrimonio. Perché fare un parcheggio, seppur temporaneo, costa. E se i soldi non ci sono, inutile fare troppe richieste. Insomma, alla fine di questo percorso accidentato sorge una domanda: non è che al posto di tanta fatica è più facile mandare squadre di vigili a far multe? Come si dice, a pensar male si fa peccato, però...
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