Sicurezza
Appello alle fondazioni per il cimitero
Mancano seicentomila euro per sistemare le antiche arcate che sono state transennate
GROSSETO. I parenti dei defunti che dall’inizio del secolo scorso dimorano i loculi delle vecchie arcate di Sterpeto sono ora costretti a tenersi a debita distanza da quelle vecchie foto e da quei piccoli vasi dove ogni tanto, mani d’amore e di ricordo, portano un fiore per ricordare chi non c’è più.
La San Lorenzo Servizi è stata costretta a transennare la zona con la fettuccia bianca e rossa perché l’intonaco sta cedendo e i calcinacci che cadono dall’alto potrebbero ferire qualcuno. «Per rimettere a posto le vecchie arcate - spiega Fusini - servono cinque o seicentomila euro». Soldi che l’amministrazione non ha e che difficilmente potranno essere trovati con uno schioccare di dita. Ma il presidente della società nata dalla fusione della San Lorenzo Servizi, di Investia e di Grosseto Parcheggi, al cimitero di Sterpeto guarda con grande attenzione. «È il luogo della memoria dei nostri cari che non ci sono più - aggiunge - ed è quindi giusto fare di tutto per renderlo ancor più decoroso. La nostra attenzione, in questo caso, è massima». Detto fatto, appena è spuntata la fettuccia bianca e rossa davanti alle vecchie arcate dove riposano nobili, aviatori e cittadini dell’inizio del secolo scorso, Fusini si è fatto venire un’idea. «Ho interpellato alcune persone che possono fare da tramite con tre fondazioni di altrettanti istituti bancari - spiega - e ora sto aspettando le loro risposte. La nostra terra, la Maremma, a questo tipo di enti ha dato molto. Ora è il momento che tornino a investire sul territorio, soprattutto per restituire a tutti un bene artistico che è vanto di Grosseto».
Non è la prima volta che gli operai della San Lorenzo si trovano costretti a intervenire impedendo l’accesso a quella zona, dove si trovano sepolture antiche e messaggi curiosi lasciati su quelle lapidi da chi era rimasto a vegliare quei defunti.
«È impensabile che la società e il Comune facciano da soli - aggiunge Fusini - e sono quindi sicuro che qualche soldo per questa ristrutturazione riusciremo a trovarlo». Soldi che infatti sarebbero spesi per restituire alla città un pezzo di storia che molti non sanno nemmeno essere custodita dentro il grande muro di cinta del cimitero di Sterpeto. (f.g.)
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