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La maxitartaruga torna in mare

La maxitartaruga torna in mare

Liberata una Caretta Caretta ripescata al largo di Cala Galera

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ALBERESE. Si chiama Formy, abbreviazione di "For more years", che tradotto in italiano significa «per molti anni». È un esemplare adulto di Caretta caretta - 50 kg di peso - e da qualche giorno è tornata libera nel mar Tirreno, sotto l'occhio attento delle telecamere di Uno Mattina Estate, giunte fino a Collelungo, nel Parco della Maremma, per riprenderne la liberazione.

Era stata ripescata in evidente difficoltà dalla squadra nautica del Corpo forestale dello Stato il 16 giugno scorso al largo di Cala Galera. Trasportata a Talamone e curata al centro Tartanet, tornata in buona salute grazie alle attenzioni del veterinario Chiara Caruso e dello staff del centro, ieri - dicevamo - ha ripreso la via del mare.

Ma Formy non è una tartaruga qualsiasi e quella che raccontiamo non è stata una dimissione qualunque. Ci spiega perché il veterinario Chiara Caruso: «Nelle ore immediatamente successive al suo arrivo al Tartanet - spiega - ci siamo attivati per curare la tartaruga. Da una prima osservazione abbiamo così scoperto due precedenti ospedalizzazioni nel corso del 2013: una prima targhetta, infatti, risultava applicata dalla stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli nel gennaio di quest'anno, mentre un successivo ricovero veniva riscontrato un paio di mesi dopo in un centro recupero del Wwf, a Policoro, in Basilicata. Ogni targhetta, infatti, oltre al numero di identificazione della Caretta reca anche il nome dell'ente che la libera. Evidentemente negli ultimi sei mesi, dopo aver girato un po' nel Tirreno meridionale, Formy ha iniziato la risalita verso le nostre coste e qui è stata recuperata per la terza volta».

Formy presentava inoltre una vecchia ferita da elica nella parte posteriore del carapace oltre alle due targhette di riconoscimento. Nel mese trascorso nella clinica di Talamone è stata sottoposta agli accertamenti di routine che non hanno evidenziato nulla di particolare. «Come spesso accade alle tartarughe quando transitano nelle acque antistanti le nostre coste - prosegue la Caruso - anche Formy aveva aria e detriti nella pancia e presentava quindi sintomi di anomalo galleggiamento».

«Verrebbe quasi da pensare - dice il presidente del Parco, Lucia Venturi - che a questa gigantesca tartaruga piaccia trascorrere delle vacanze relax nei vari centri di recupero, dove viene puntualmente accudita e alimentata in quantità e senza fatica». Ora toccherà tornare a nuotare e faticare in mare aperto.

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di Redazione web