Il Tirreno

Grosseto

Trattative senza Cgil La rabbia delle Rsu «Ci vogliono fuori»

di Francesca Gori

Al centro della bufera la frase del verbale sugli esuberi Nel caso Fiat è intervenuta la Corte costituzionale

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GROSSETO. Per una frase del genere, si è scomodata anche la Corte costituzionale che ha dato una tirata d’orecchie a Marchionne. Lì era in ballo l’accordo con i sindacati per la riorganizzazione della Fiat. Qui invece siamo a Grosseto e l’azienda è la Mabro, ma le cose non sono diverse da quelle successe a Torino.

La Filctem Cgil, anche a Grosseto, ha deciso di non firmare l’esame congiunto per l’ammortizzatore sociale, chiesto, questa volta, per crisi. Il sindacato avrebbe voluto soltanto rimandare di qualche giorno la firma, ma di fronte all’azienda, a Confindustria, alla Cisl e alla Uil che sono andati dritti per la loro strada, la Cgil ha fatto un passo indietro. Anche materialmente: Furio santini, segretario della Filctem, insieme alle rsu dell’azienda, hanno lasciato la stanza dove era in corso la riunione, alla quale hanno partecipato anche il direttore di Confindustria Antonio Capone insieme a Maurizio Santoro, amministratore unico di Abbigliamento Grosseto. La società ha chiesto che venisse messo a verbale la seguente frase: «Le parti firmatarie del presente accordo si impegnano a incontrarsi nel corso del mese di settembre 2013 per discutere circa l’applicazione del piano di gestione degli esuberi, in coerenza con il piano del concordato già presentato». In sostanza: gli esuberi li decidono Cisl, Uil e azienda. Una frase che pesa come un macigno e che, sebbene il funzionario della Provincia, in questo caso abbia soltanto un ruolo “notarile”, è stata scritta su un documento all’interno di una sede istituzionale, appunto, facendo saltare su tutte le furie lo stesso presidente della Provincia, Leonardo Marras. «L’epilogo verso il quale sta volgendo la vicenda della ex Mabro – sottolinea - dimostra quanto avessero ragione coloro che non si fidavano dell’attuale proprietà. A settembre si dovrà discutere degli esuberi e di come salvare il salvabile, nella speranza che l’azienda possa sopravvivere in virtù della ristrutturazione. La Provincia, condividendo la scelta con il sindacato, ha da tempo auspicato che fosse attivato il commissariamento ai sensi della Prodi Bis. Non abbiamo la Fiat e non ci serve un Marchionne "di noialtri", mentre tutti stanno ancora aspettando un piano industriale serio, il pagamento degli stipendi e la materializzazione del fantomatico compratore. Personalmente mi auguro che nonostante le tensioni e il deterioramento dei rapporti fra i lavoratori, le diverse forze sindacali possano presto ritrovare unità d’intenti per tutelare al meglio tutti i lavoratori». Unità d’intenti che oggi sembra difficile dall’essere recuperato, nonostante la volontà dei segretari dei sindacati. «Abbiamo firmato quel verbale probabilmente senza prestare attenzione a quella frase - dice Roberto Franceschetti della Uil - e sono pronto, così come il collega della Cisl, a ribadire che nessun esubero sarà concordato con noi senza che anche la Cgil sia seduta al nostro tavolo».

Quello che Cisl e Uil hanno sottoscritto, due giorni fa in Provincia, è stato l’accordo per la cassa integrazione. «Ci interessava portare a casa soltanto quella - aggiunge Franceschetti - non far fuori la Cgil».

Le rsu iscritte alla Cgil, però, non la vedono in questo modo e hanno deciso di scrivere direttamente alle segreterie nazionali di tutti i sindacati. «Quello che non possiamo accettare - dicono - è la violazione delle regole democratiche, l'arroganza e la ferocia con cui si vuol colpire chi non è d'accordo per nascondere gli errori commessi e la cronica sudditanza rispetto all'azienda. Non essendo capaci ad usare la diplomazia lo diciamo con la massima chiarezza: hanno accettato il ruolo di sicari per colpire chi è scomodo per il “padrone”. Abbiamo usato le sigle sindacali in modo preciso perché non ci piace fare di tutt'erba un fascio. Ci meraviglia il nuovo corso “alla Squinzi” inaugurato da Confindustria ma ci interessa di più sapere se Cisl e Uil provinciali concordano con la scelta fatta dalle loro categorie. E soprattutto, fissare le elezioni entro fine luglio».

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