Sicurezza
«Costretto a seppellire di nuovo mio padre»
GROSSETO. Quando è morto, più di vent’anni fa, aveva lasciato detto che avrebbe voluto essere sepolto. E così, i suoi parenti non hanno voluto fargli un torto. Ma ora, dopo 20 anni dal giorno del suo...
GROSSETO. Quando è morto, più di vent’anni fa, aveva lasciato detto che avrebbe voluto essere sepolto. E così, i suoi parenti non hanno voluto fargli un torto. Ma ora, dopo 20 anni dal giorno del suo funerale, è arrivata una lettera al figlio che annunciava l’esumazione del padre. Il cadavere di Omes Fiore, però, era indecomposto. E suo figlio Daniele aveva quindi deciso di far cremare i resti dell’uomo morto nel 1992. Una scelta difficile, ma che avrebbe permesso all’uomo di tenere con sè le ceneri di suo padre. Questo era quello che pensava. Ma le cose, non sono andate proprio così. «Mi hanno infatti detto che avrei potuto cremare i resti di mio padre - dice Daniele - ma che non avrei potuto portare a casa le ceneri». Un’informazione che però non è corretta. E che ha messo in moto un meccanismo andato in tutt’altra direzione rispetto a quello che Daniele avrebbe voluto. «Mi hanno detto che l’alternativa era quella di seppellire di nuovo babbo - racconta Daniele - per altri cinque anni. E per la nuova sepoltura ho speso 150 euro». Poi, però, una volta che il cadavere dell’uomo sarà decomposto, serviranno altri soldi: quelli per il colombario, che ha un canone di 700 euro per cinquant’anni. «Ma la cosa peggiore - aggiunge l’uomo - è stato dover far rimettere mio padre sotto terra. Lì, quando hanno fatto le esumazioni, era tutto buttato all’aria, sembrava il cimitero di dracula, non quello di Sterpeto».
Daniele Fiore avrebbe voluto cremare suo padre e poi portare le ceneri a casa. Ma mentre per quanto riguarda la manutenzione del cimitero, la responsabilità è della San Lorenzo Servizi, l’autorizzazione alla conservazione delle ceneri spetta al Comune. «Se al nostro utente è stato detto in questo modo - dice Romeo Banci, direttore della San Lorenzo Servizi - è stato fatto un errore. Probabilmente c’è stata un’incomprensione, perché non siamo noi ad autorizzare il trasporto e ancor meno la conservazione delle ceneri». È una scelta, quella di portare il caro estinto al crematorio, che ha comunque un costo. «Il viaggio viene a costare trecento euro - spiega Banci - e cinquecento è invece la tariffa che la struttura di Livorno chiede per la cremazione dell’indecomposto». E l’autorizzazione alla conservazione o alla dispersione viene data dal Comune. «Per gli atti - dice ancora Banci - bisogna rivolgersi all’Anagrafe del Comune. Sono loro che istruiscono le pratiche per la conservazione delle ceneri».(f.g.)
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