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Rubate nel castagneto cataste per l’inverno

Rubate nel castagneto cataste per l’inverno

CASTEL DEL PIANO. Saranno i tempi di crisi, sarà che la gente ormai non ha più soldi nemmeno per acquistare i beni di prima necessità. Fatto sta che ora sparisce anche la legna da ardere, di quella...

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CASTEL DEL PIANO. Saranno i tempi di crisi, sarà che la gente ormai non ha più soldi nemmeno per acquistare i beni di prima necessità. Fatto sta che ora sparisce anche la legna da ardere, di quella che in montagna i piccoli proprietari accatastano ai piedi delle piante dopo aver potato i castagni.

Piccole cataste con pezzi segati a misura, a seconda delle necessità della famiglia. Una pratica che in Amiata è secolare perché il castagno, chiamato anche l’albero del pane, è sempre stato fonte di sostentamento per la popolazione che dai castagni ha raccolto frutti e, appunto, legna per scaldarsi. Così, come fanno in tanti, ha fatto anche una famiglia di Castel del Piano che ha un castagneto di sua proprietà alle Tagliatelle, vicino al Sasso del prete.

Lo racconta la proprietaria. «Abbiamo esitato, mio marito ed io, a sporgere denuncia, poi ci abbiamo rinunciato. Tanto chi li trova più i ladri? Ma ritengo opportuno raccontare questa cosa perché tutti gli altri stiano in campana». Ma ecco i fatti. «Mio marito – spiega la signora – per tutta la primavera ha ripulito il castagneto come ogni anno. Prima ha tagliato, poi segato le legna a misura per la nostra caldaia, perché noi abbiamo un riscaldamento a legna. È una risorsa importante per noi, questa, come lo è per tanti, qui in montagna. Mio marito, dopo aver tagliato e segato i rami, fa delle piccole cataste e giorno per giorno carica la legna nel carretto e la porta a casa per avere disponibilità durante l’inverno».

Da alcuni giorni i castagni erano però irraggiungibili: le piogge e il maltempo avevano portato via la strada. «Finalmente – spiega la signora – mercoledì mio marito è potuto arrivare nel castagneto e si è subito accorto del furto. Molte cataste di legna erano sparite. Ma c’è di più, perché la legna era stata scelta dai ladri, che si sono portati via i pezzi di dimensione e misura particolare, che sicuramente erano quelle che servivano ai loro bisogni. I nostri vecchi dicevano che con la legna ci si scalda più volte: per tagliarla il castanicoltore, infatti, fatica parecchio per riscaldare la famiglia. Chi l’ha rubata, invece si scalda una volta sola, senza fare nessuna fatica. Vergogna».

La notizia del furto arriva nello stesso momento in cui ci sono segnalazioni di furti negli orti, negli alberi da frutto. Senza contare i furti di castagne a ottobre. Un assedio che la gente non sa più come fronteggiare, ma soprattutto un segno di non rispetto della proprietà altrui, un valore finito nel dimenticatoio.

Fiora Bonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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