Sicurezza
Nulla di fatto in assemblea per il nuovo presidente
GROSSETO. Ci sarà da aspettare il 29 luglio per conoscere i nomi del nuovo presidente e dei componenti del cda di Acquedotto del Fiora. Non ce l'ha fatta, dunque, il sindaco di Grosseto, Emilio...
GROSSETO. Ci sarà da aspettare il 29 luglio per conoscere i nomi del nuovo presidente e dei componenti del cda di Acquedotto del Fiora. Non ce l'ha fatta, dunque, il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, a far passare al primo colpo il nome di Antonio Capone, direttore dell'Associazione Industriali, per la presidenza, e quello di Gusmano Pallini, funzionario Cia, per il cda, per la quota pubblica grossetana del consiglio di amministrazione. Ieri, nell'assemblea dei soci, hanno avuto la meglio, almeno ufficialmente, i protagonismi dei Comuni più piccoli – soprattutto di area senese, ma anche Scarlino e Massa Marittima hanno puntato i piedi – che hanno lamentato il atto di non essere stati coinvolti nelle decisioni. «Ho chiesto il rinvio – spiega Maurizio Bizzarri – perché nessuno sapeva niente a parte quello che avevamo letto sui giornali. Non è questione di merito, ma di metodo». E anche Lidia Bai si è detta «Favorevole al rinvio perché ad oggi non c'era stata discussione in merito alle prospettive. Non ho niente sui nomi che sono stati fatti, ma non c'è stato alcun tavolo di riflessione». Fuori dall'ufficialità, però, avrebbe pesato sulla richiesta di rinvio la contrarietà di una parte del Pd, maremmano, ma anche regionale, che non vedrebbe di buon occhio Capone nel duplice ruolo di direttore degli Industriali e di presidente del Fiora e, soprattutto, che sponsorizzerebbe Maurizio Frosolini. Bonifazi, comunque, non sarebbe intenzionato a cambiare idea, nonostante le pressioni ricevute anche prima dell'assemblea di ieri. Non nasconde il proprio disappunto il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, che, insieme al partner privato, Ombrone spa, ha votato contro la proposta di rinvio. «I sindaci non sono i rappresentanti dei partiti, ma dei territori» dice Bellumori tanto per chiarire le vere ragioni che sottostanno al rinvio, e spiega che avrebbe preferito che l’assemblea si mantenesse aperta fino al 23 luglio e non dovesse essere riconvocata per il 29. «Il voto contrario espresso al rinvio al 29 luglio era per evitare che le beghe di alcuni sindaci senesi presenti che non vogliono la riduzione dei consiglieri da 9 a 7 e di alcuni sindaci grossetani che lamentano poco coinvolgimento, coinvolgesse l’azienda e la sua immagine». Ma anche Cisl e Uil esprimono preoccupazione. «Una delle società partecipate più importanti – dicono Fabio Della Spora e Rinaldo Carlicchi, di Femca Cisl e Uiltec – attualmente agisce in regime di prorogatio nel periodo dell’anno con più alta affluenza di persone perché la politica non è stata in grado di decidere». (e.p.)
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