Attenzione
Sel non ha presentato ricorso «Richiesta al Tar è di Pd e Psi»
GAVORRANO. Il ricorso presentato dalla coalizione Centrosinistra Gavorrano Bene Comune, al Tar del Lazio non può essere attribuito a Sel. La segreteria provinciale dei vendoliani risponde così alla...
GAVORRANO. Il ricorso presentato dalla coalizione Centrosinistra Gavorrano Bene Comune, al Tar del Lazio non può essere attribuito a Sel. La segreteria provinciale dei vendoliani risponde così alla domanda di Barbara Pinzuti che aveva chiesto conto della mancanza della destra in questa partita. «Abbiamo giudicato quel ricorso come una legittima reazione alla sconsiderata iniziativa parlamentare di Nencini - scrivono i vendoliani - per le implicazioni politiche generali che essa presenta messa in campo dalla "lista Borghi" esercitando un diritto riconosciuto dalla legge. Per di più con motivazioni di merito tutt'altro che pretestuose».
Ma Sel, a farsi trascinare nella polemica sul ricorso non ci sta. «Non stiamo al gioco, ma alcune cose vanno puntualizzate, premettendo che l'accusa ha il fiato corto ed è anche facilmente ritorcibile su chi la muove - aggiunge la segreteria del partito - essendo figlia di un assunto fragile e alquanto scivoloso, in fondo estraneo alla cultura della legalità».
Infatti, per Sel, se il tribunale riconoscesse la fondatezza giuridica delle ragioni accampate dai ricorrenti verrebbe meno il presupposto della stessa presenza alle elezioni della lista Centrosinistra unito risultata vincente (la presentazione da parte di un dato numero di cittadini), «mettendo così in luce un illegittimità talmente grande che nessun passaggio elettorale potrebbe sanare in uno stato di diritto».
«Prescindere da ciò - aggiunge la segreteria di Sel - o sostenere anche solo implicitamente il contrario, porta fatalmente a ragionare come i berlusconiani, per i quali la sola elezione da parte del popolo porrebbe il loro leader al di sopra della legge». La lettura di Sel è chiara: «Se a Gavorrano c'è adesso il rischio che la volontà popolare venga invalidata per via giudiziaria, la responsabilità grava esclusivamente sulle spalle dei promotori della lista facente capo al Pd e al Psi - aggiungono - qualora l'errore vi sia effettivamente stato, non su quelle di altri. A meno che qualcuno non pensi che questi "altri" avrebbero dovuto comunque tacere, come lascia intendere il carico intimidatorio della più volte citata mozione. Ma, si sa, "il troppo stroppia" e spesso provoca effetti opposti a quelli desiderati. Perciò aspettiamo il giudizio, senza improvvisarci "esperti" giuristi. E soprattutto impegniamoci tutti a rispettarlo serenamente. Per cercare di ricostruire. La politica».
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