Il Tirreno

Grosseto

In piedi per 35’ per ascoltare le accuse

di Pierluigi Sposato
In piedi per 35’ per ascoltare le accuse

Schettino in aula all’avvio ufficiale del dibattimento. Oggi nuova udienza, l’accusa ha portato altri video e documenti

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GROSSETO. E' dovuto rimanere in piedi per 35 minuti, cioè tutto il tempo necessario alla cancelliera Roberta Benedettelli per leggere le 14 fitte pagine del capo di imputazione. Il suo difensore Donato Laino aveva chiesto che fosse dato per letto, forse per motivi di economia processuale, forse anche per evitare un'ulteriore sovraesposizione; il sostituto procuratore Stefano Pizza ha invece voluto che quelle parole fossero pronunciate, forse perché risuonassero chiaramente in aula - e anche ovunque la diretta fosse ascoltabile - forse per richiamare ancora una volta Francesco Schettino alle sue responsabilità. In toto.

Non è stata una gogna, la procedura è questa; ma certamente ha fatto un certo effetto vedere il comandante - che ha negato il consenso a essere ripreso durante le udienze - obbligato a una sorta di contrappasso, non solo mediatico. Anche se non è rimasto solo, perché Laino è stato in piedi accanto a lui al pari del codifensore Domenico Pepe, l'unico imputato ha dovuto combattere anche questo "duello" con la Procura, che non gli ha mai perdonato nulla, che ha rifiutato di nuovo la proposta di patteggiamento di nuovo avanzata (3 anni e 5 mesi), che ha presentato altri documenti, che ha fatto le bucce alla lista dei testimoni della difesa bollandoli come indeterminati o non attinenti. Le braccia conserte, poi incrociate dietro, un leggero movimento oscillatorio per cambiare posizione del corpo, qualche cenno del capo come a dire che quelle imputazioni ormai le conosce a memoria una per una, anche se non le condivide.

Trentacinque minuti sono lunghi. Schettino li ha trascorsi anche dando un'occhiata distratta al suo cellulare posato sul tavolo, toccandone meccanicamente lo schermo senza in realtà consultare nulla. Talvolta ha alzato gli occhi ruotando con il corpo, percorrendo con lo sguardo il perimetro del teatro, fino alla galleria da cui lo scrutavano i cronisti, ormai accreditati in 120. Al passaggio che riguardava l'ammaino delle scialuppe, ha sussurrato qualcosa al suo difensore. Nel Moderno ridiventato aula di giustizia, con soli due spettatori, il pool di procuratori seduto dalla parte opposta ha seguito sul pc lo scorrere dell'imputazione, il susseguirsi delle omissioni contestate, la cronologia degli eventi, l'elenco delle persone morte.

Oggi si riparte. Alle 10, dopo che le due ore precedenti saranno dedicate all’esame delle nuove documentazioni prodotte dall’accusa. Si riparte senza sapere dove si arriverà con precisione ma con la volontà del collegio di tenere una road map incalzante. Si riparte e anche oggi il pubblico può assistere: basta che si presenti entro le 9 e dall’accesso giusto. Ieri, per sfuggire alla calca delle telecamere, Schettino ha sbagliato ingresso: è entrato proprio da quello riservato agli organi di informazione.

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