La manifestazione
Pena di 20 mesi al padre-padrone
Botte e minacce di morte alla moglie, vessazioni nei confronti della figlia
GROSSETO. Una vita d'inferno quella cui erano state costrette una donna e le figlie. Maltrattamenti, percosse, lesioni, minacce da parte del marito-padre. Un padre padrone, come si ricava dalla lettura dell'accusa, visto che l'uomo - un marocchino 53enne - si sarebbe comportato così per obbligare le donne di casa a sottostare ai rigidi dettami della cultura del proprio paese di origine. La donna era stata anche costretta a consegnargli i passaporti delle figlie, sotto la minaccia di essere ammazzata.
L'uomo, che abita in un paese dell'entroterra collinare, ha preferito non discutere le accuse mosse dal sostituto procuratore Maria Navarro e ha patteggiato la pena all'udienza preliminare con il giudice Marco Bilisari: 1 anno e 8 mesi all'udienza preliminare (pena sospesa) per un complesso di situazioni che sarebbe andato avanti fino al febbraio scorso. Difesa Antonio Senatore.
La prima accusa è quella di maltrattamenti nei confronti della figlia di 17 anni, percossa più volte e sulla quale sarebbero state esercitate pressioni continue «per ricondurla nell'alveo del proprio modello culturale», cioè quello dell’imputato; questi avrebbe ostacolato la frequentazione della ragazza con un'amica, l'avrebbe portata in Marocco durante le vacanza di Natale del 2011, le avrebbe fatto interrompere gli studi in Italia e le avrebbe impedito di avere contatti con gli amici e di usare telefono e computer anche per questo scopo; una volta tornata in Italia, la ragazza sarebbe stata minacciata e anche oggetto di sputi.
Trattamento non diverso, se non peggiore, nei confronti della moglie, che secondo l’imputazione sarebbe stata addirittura minacciata con un coltello, oltre che offesa, e che sarebbe stata anche costretta a fare i conti con il mancato versamento di denaro da parte dell'uomo. Un pugno al volto le aveva causato lesioni giudicate guaribili in 7 giorni. E questo episodio aveva fatto scattare la querela e il procedimento penale.
L'uomo aveva evitato la custodia cautelare già emessa dal gip soltanto perché tra la data firma e l'esecuzione del provvedimento era stata presentata istanza di patteggiamento.
(p.s.)
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