Sicurezza
La richiesta è bocciata Il gassificatore non si farà
La conferenza dei servizi dà parere negativo all’impianto di Borgo Santa Rita La norma urbanistica non lo consente. Fabiani: le istituzioni hanno funzionato
CINIGIANO. Il gassificatore non si farà. Così ha stabilito la conferenza dei servizi – l’organo collegiale che riunisce tutti i soggetti pubblici e privati interessati a una determinata opera – che si è tenuta ieri a Palazzo Aldobrandeschi, sede della Provincia di Grosseto. Provincia, Comune, Asl, Arpat ed Enel hanno analizzato il progetto presentato dalla ditta proponente, la Ge.Ca. srl di Forlimpopoli che voleva realizzare un impianto a biomasse a Santa Rita, nel comune di Cinigiano, alimentato dal legno. Ma l’esame non è stato superato.
«La conferenza ha dato parere negativo – spiega il dirigente dell’area Ambiente e conservazione della natura della Provincia di Grosseto, Giampiero Sammuri – e il motivo principale è che mancava la conformità urbanistica». Un elemento già anticipato nei giorni scorsi dal sindaco di Cinigiano, Silvana Toti.
A quel punto non è stato neanche necessario valutare gli altri punti definiti «carenti» della documentazione. Arpat e Asl hanno chiesto chiarimenti sulle emissioni e sull’inquinamento elettromagnetico, ma non c’è stato bisogno di attendere ulteriori dati. Un altro elemento ancora ha infatti messo una pietra tombale sul progetto: l’assenza del contratto perfezionato dell’Enel, che avrebbe dovuto raccogliere l’energia prodotta.
Più che le proteste del comitato per la salvaguardia della Val d’Orcia inferiore sono dunque state le carte a sentenziare il no al progetto. E sì che la mobilitazione era stata imponente. Il comitato ha raccolto un migliaio di firme di cittadini contrari all’impianto, tra i quali anche note aziende di Morellino e Brunello che si ritenevano danneggiate dalla presenza di un impianto di questo tipo. Il comitato ha anche prodotto una memoria che ha fatto le pulci alla documentazione presentata dalla Ge.ca. e vi ha trovato alcuni passaggi ritenuti illegittimi. Nella conferenza dei servizi, tuttavia, non è stato necessario arrivare fino alla lettura di questo documento.
«La nostra posizione come Comune di Cinigiano è sempre stata quella dell’impegno a tutela dell’ambiente e delle produzioni di qualità», spiega l’assessore all’Ambiente del Comune di Cinigiano Massimo Fabiani. «Se l’impianto avesse rispettato le prescrizioni a garanzia dell’ambiente, sarebbe stato bene accetto. Ma la documentazione prodotta è stata ritenuta insufficiente».
Soddisfazione, dunque, per aver potuto mantenere l’impegno a suo tempo preso con i cittadini. «L’unico rammarico è che non ci sia stata fiducia nei confronti delle istituzioni», conclude l’assessore riferendosi alle proteste sorte in questi giorni. «Noi non siamo qui a passare l’aria; io percepisco appena 204 euro al mese per fare l’assessore, ma, come tutti i colleghi, sono qui per fare il mio lavoro».
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