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Il Tar silura il Comune: la cava può aprire

Il Tar silura il Comune: la cava può aprire

I giudici respingono il ricorso di Civitella Paganico sul sito di Pian Tellurinaio. Il sindaco: amareggiato

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CIVITELLA PAGANICO. La cava di Pian Tellurinaio può essere sfruttata. Il Tar ha respinto il ricorso presentato dal Comune di Civitella Paganico che, nel 2010, si era rivolto ai giudici fiorentini contro la decisione della Provincia di includere la cava nell’elenco di quelle sfruttabili.

La vicenda è partita nel 2004. All’epoca spetta alla Regione stilare il piano cave che individua quali sfruttare e quali no. Nell’elenco c’è anche la cava di Pian Tellurinaio, a sud dell’abitato di Paganico, poco distante dall’Ombrone. Il Comune la inserisce nei suoi strumenti urbanistici ma ritiene di dover far fare anche una perizia per verificare la compatibilità ambientale. Vuole sapere, insomma, se ci sono rischi di inquinamento.

L’esame è affidato alla scuola superiore Sant’Anna di Pisa che, nel 2008, sentenzia: il rischio c’è. Il consiglio comunale, dunque, non approva la variante urbanistica e chiede lo stralcio alla Regione, che glielo nega. Il Comune fa ricorso al Tar ma, nel frattempo, la legislazione cambia e la competenza sulle cave passa alla Provincia. Palazzo Aldobrandeschi segue le orme della Regione e nega anch’essa lo stralcio. È a questo punto che il Comune presenta al Tar il nuovo ricorso, questa volta contro la Provincia, sul quale i giudici si sono pronunciati l’11 luglio.

Il collegio fiorentino però dà ragione alla Provincia e giudica il ricorso «non suscettibile di accoglimento». Il Comune, dice il Tar, potrà far valere le proprie istanze al momento del rilascio dell’autorizzazione all’estrazione. Come dire: intanto mettete la cava nell’elenco delle sfruttabili; i paletti al suo utilizzo li pianterete poi.

Soddisfatta la Provincia, assistita dai suoi avvocati Chiara Canuti e Stefania Sorrenti. E anche la ditta Perna, che da anni battaglia per avere il nulla osta allo sfruttamento.

Deluso, invece, il sindaco di Civitella Paganico Paolo Fratini. «La cosa mi rammarica – spiega Fratini – perché logicamente una cava in quella posizione è un problema per il paese. L’unico commento che posso fare è che oggi, alla luce di questa sentenza, la cava si può fare, seppur obtorto collo». Il sindaco, insieme all’architetto del Comune Lara Faenzi, su quella cava ha anche un procedimento aperto al tribunale di Grosseto per presunto rifiuto di atti d’ufficio.

Di «sentenza piratesca» parla l’avvocato che ha rappresentato il Comune, Umberto Gulina. «I giudici – spiega – si sono fermati alla formalità del procedimento, senza disporre una perizia per verificare gli ostacoli che il Sant’Anna ha documentato. Hanno ignorato quella perizia, riconoscendo alla Provincia di aver preso una decisione già adottata dalla Regione e rimandando eventuali prescrizioni al momento dell’autorizzazione. Ma se la Provincia si limita a fare quello che ha già fatto la Regione, cosa ci sta a fare?». E questo, fa intendere Gulina, potrebbe essere un argomento da portare in appello al Consiglio di Stato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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