Lutto
Costa Concordia: respinta la richiesta di patteggiamento per Schettino
La moldava Domnica Cemortan è stata l’attrazione di fotografi e operatori tv, mentre il legale di Costa Concordia Spa si è seduto accanto al comandante campano e ai suoi avvocati
GROSSETO. È stata la moldava Domnica Cemortan l'attrazione di fotografi e operatori tv prima dell'inizio, a Grosseto, dell'udienza del processo sul naufragio della nave Costa Concordia che vede ad ora unico imputato il comandante Francesco Schettino. Quando la moldava è entrata nell'aula ricavata al Teatro Moderno, accompagnata dai suoi avvocati italiani, tutti i flash sono stati per lei mentre prendeva posto nel settore riservato alle parti civili. Il processo, presieduto dal giudice Giovanni Puliatti, è cominciato con l'esame delle costituzioni di parti civili ed altre questioni procedurali.
SCHETTINO: RESPINTA LA RICHIESTA DI PATTEGGIAMENTO
La Procura, a fine mattinata, ha respinto la richiesta di accordo per il patteggiamento (3 anni e 5 mesi) presentata dalla difesa di Francesco Schettino. L'avvocato Donato Laino aveva formalizzato la richiesta durante il processo. Già una prima volta, durante l'udienza preliminare, la difesa aveva cercato la via del patteggiamento ma la Procura aveva detto no. Adesso Schettino ha la possibilità di riprovarci per tutta la fase preliminare prima del via al dibattimento.
Nel pomeriggio alla ripresa del processo, il comandante Schettino è rimasto in piedi per 35 minuti: tanto è durata la lettura del capo d'imputazione. Circa 1 minuto a vittima.
COSTA, MINISTERO AMBIENTE E WWF PARTI CIVILI
Accolta la costituzione di parte civile di ministero dell'Ambiente e di Wwf (per il solo reato di naufragio). Sì alla doppia veste di Costa Crociere come parte civile e responsabile civile, no alle costituzioni di Comitato regionale Piemonte e Unione nazionale consumatori. L'anomalia della doppia di veste di Costa cioè responsabile civile e parte civile, era stata nuovamente sollevata in sala da vari avvocati delle parti. Anche perché la compagnia è già stata risarcita del danno in virtù della polizza assicurativa (515 milioni di dollari più 14 milioni di euro), come ricordato puntualmente dalla difesa Schettino). Dunque, Costa doveva essere esclusa come parte civile. Una questione su cui la Procura non aveva sollevato obiezioni ma che aveva incontrato la decisa resistenza dell'avvocato Simona Brizzi, legale di parte civile per la compagnia: “Non c'è dubbio che il danno patrimoniale più ingente l'ha subìto Costa con la perdita della nave, non più utilizzabile. E comunque Costa non è costituita contro Costa ma contro Schettino”, aveva concluso, ricordando che non vi è incompatibilità di posizioni.
FOTO Schettino e Domnica insieme in aula
Le ragioni della costituzione del ministero dell'Ambiente e del Wwf (non ammessi in fase di udienza preliminare – l'avvocato De Luca per il responsabile civile ha insistito per l'esclusione) erano state sostenute rispettivamente dagli avvocati Patrizia Pinna e Franco Zuccaro. “Il danno maggiore non l'ha subito Costa ma la collettività”, aveva argomentato Patrizia Pinna, mentre Zuccaro aveva sottolineato che su questo tema la Cassazione tutela anche la mancata fruibilità temporanea di un bene.
COSTA CROCIERE AL BANCO DEGLI IMPUTATI
L'intenzione di Costa Crociere era quella di sedersi fra le parti civili. Invece, il presidente del Collegio Giovanni Puliatti ha disposto che la compagnia, rappresentata dall'avvocato Marco De Luca, sedesse accanto a Francesco Schettino (e ai suoi legali). E' stata la difesa di Schettino a chiedere che Costa sedesse sul banco degli imputati.
SCHETTINO: STRANO CHE LA NAVE SIA ANCORA LI'
«E' strano che la mia nave, la Costa Concordia, sia ancora li', ma non saprei...». Così, in una pausa del processo a Grosseto, il comandante Francesco Schettino ha detto rispondendo ai giornalisti su cosa ne pensasse dei tempi e delle modalità di rimozione del relitto davanti alla costa del Giglio. «Sì, la Concordia era la mia nave»', ha anche detto senza pero' esprimersi ulteriormente sulla questione della rimozione. A chi chiedeva se fosse tornato al Giglio, Schettino non ha risposto e si è allontanato.
DOMNICA SORPRESA PER SCHETTINO COME UNICO IMPUTATO
«Sono sorpresa che a questo processo ci sia un solo imputato, Francesco Schettino. Era alla guida di una nave, mica di un'automobile».
Lo ha detto la moldava Domnica Cemortan in una pausa del processo parlando con le televisioni. La moldava ha detto anche che «spero che emerga tutta la verità, soprattutto per le vittime». Domnica Cemortan si è costituita parte civile e non sono state sollevate eccezioni da parte delle altre parti. «La sera del naufragio all'Isola
del Giglio - riprende la donna parlando al Tg2 - aiutai il comandante Schettino a portare delle borse. Erano momenti di confusione e ci si aiutava tutti. Non so cosa contenessero quelle borse ma lo aiutai».
LA QUESTIONE DELL'INCHINO
«Una cosa che va chiarita è che l'incidente della Costa Concordia non fu dovuto ad un cosiddetto 'inchino', ma fu un piacere che il comandante Schettino volle fare a Tievoli, perchè i suoi familiari che vivono al Giglio assistessero al passaggio ultra ravvicinato sotto costa». Lo ha detto il procuratore Francesco Verusio ai giornalisti. Antonello Tievoli, invece, è un maitre di bordo che, come emerse già subito dopo il naufragio, aveva un rapporto di amicizia con Schettino. «Se fosse stato un inchino la nave sarebbe passata a 4-500 metri e non ci sarebbe stato il naufragio - ha proseguito Verusio - Invece, Schettino anche per assecondare le richieste di Tievoli, andò vicinissimo portando la nave contro gli scogli». Le osservazioni di Verusio, secondo quanto si ricava, faranno parte delle argomentazioni dell'accusa e sono da mettere in relazione all'inchiesta stralcio contro 5 membri del Consiglio di amministrazione di Costa Spa scaturita da una denuncia di passeggeri che vogliono estendere le responsabilità anche ai vertici della Compagnia di navigazione.
LA RIMOZIONE DEL RELITTO
Per la rimozione della Costa Concordia, ''una delle ipotesi che è sembrata emergere è il raddrizzamento a fine estate per poi andare al rigalleggiamento e quindi al trasferimento a primavera prossima''. Lo ha detto Maria Sargentini, presidente dell'Osservatorio per il monitoraggio della rimozione della Costa Concordia, facendo il punto sui lavori con i giornalisti a Firenze. ''Stiamo aspettando - ha detto - che Costa presenti il progetto di raddrizzamento della nave e l'intero progetto di gestione del relitto dopo il raddrizzamento. Loro ritengono che sia possibile il raddrizzamento della nave dopo l'estate, poi tra il raddrizzamento e il rigalleggiamento c'e' un tempo tecnico di lavorazione, che deve mettere in conto degli effetti non del tutto noti che sono le condizioni del lato di dritta a cui devono essere agganciati i cassoni''. Sargentini ha ribadito che ''aspettiamo a giorni il piano in cui c'è la valutazione dei rischi: cosa succede se la tolgo ora, se la lascio li', se la lascio inclinata o raddrizzata, i rischi della struttura e i rischi ambientali. Il danno che e' stato fatto dall'incidente non si e' poi allargato, questo e' quello che dobbiamo mantenere fino alla fine''. I progetti, ha concluso, metteranno ''in condizione l'Osservatorio e tutto il sistema territoriale di capire la ratio delle scelte che ci proporranno o di proporre scelte diverse''.
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