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Grosseto

Cigs per crisi, nuovo strappo tra i sindacati

Cigs per crisi, nuovo strappo tra i sindacati

La Cgil non firma la bozza di esame congiunto, domani si torna in tribunale per la Prodi bis

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GROSSETO. Il punto di accordo, per ora, non si è trovato nemmeno sulla cassa integrazione. E la questione ex Mabro, domani, tornerà di nuovo in tribunale, dove il giudice Vincenzo Pedone dovrà decidere sullo stato di insolvenza e quindi sull’ammissione o meno alla Prodi bis.

E anche l’esame congiunto per la richiesta della cassa integrazione guadagni straordinaria si è trasformato in un botta e risposta serrato tra i sindacati. La Cgil non ha firmato e la Cisl e la Uil, hanno storto la bocca.

«La legge prevede chiaramente che all’azienda deve esserne data comunicazione alla rappresentanza sindacale, ma oggi l'azienda, sostenuta da Cisl e Uil, ha ritenuto doverci escludere perché decadute, dopo che la scorsa settimana ci siamo ritrovati proprio per discutere della cassa integrazione straordinaria - dicono Maurizio Giuliarini, Nadia Perino, Manola Menzgozzi e Francesca Ferrari - Avvisate ed in accordo con la nostra organizzazione sindacale, la Cgil, ci siamo ugualmente presentate per ribadire la nostra posizione». Sul tavolo c’era infatti la variazione della motivazione della cassa integrazione straordinaria per permettere alle lavoratrici di percepire lil corrente e gli arretrati dal 7 febbraio scorso. «La riorganizzazione prevista non è stata completata per responsabilità della proprietà e dell'amministratore presente e precedente, che hanno sospeso il pagamento all'agenzia formativa e che hanno avanzato domanda di concordato preventivo - dicono - e noi non siamo stati disposti a firmare un documento senza la nostra dichiarazione che le cause vanno ricercate nell'incapacità ed impossibilità da parte dell'attuale proprietà dell'azienda di portare avanti una richiesta di Cigs per riorganizzazione e che concordiamo sulla modifica al fine di garantire la conservazione e non dispersione delle maestranze operanti nell'azienda in vista dell'accoglimento della domanda di amministrazione ex l. 270/99 – Prodi bis». Una scelta, quella di parte della rappresentanza sindacale, che non è piaciuta a Cisl e Uil. «È da irresponsabili non firmare un documento che garantisce lo stipendio ai lavoratori- dice Fabio della Spora - e lo è ancor di più quando dallo scorso febbraio questi lavoratori sono senza stipendio».

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