Il Tirreno

Grosseto

Sequestra e picchia la fidanzata: arrestato

di Francesca Gori
Sequestra e picchia la fidanzata: arrestato

La donna è riuscita a scappare gettandosi dall’auto. La lite furiosa è scoppiata per un sms

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PIANO. Le ferite sotto i piedi nudi, il volto tumefatto, i lividi su tutto il corpo e un filo di voce per raccontare le ultime ore di terrore vissute a causa del suo compagno. A pochi passi da lui, mentre i carabinieri di Castel del Piano gli mettevano le manette ai polsi per portarlo via e far finire, almeno per ora, l’incubo di una domenica di follia. «Mi avrebbe ucciso, lo so. Questa volta lo avrebbe fatto», ha bisbigliato lei. Ci sarebbe riuscito se non si fosse buttata dall’auto dell’uomo in corsa.

Domenica i due fidanzati, entrambi di Livorno, avevano deciso di passare la giornata sull’Amiata, a Santa Fiora, lontani dal mare, dalla sabbia e dai costumi. Ma a Castel del Piano, la domenica di Alessandro Mazzi, livornese di 40 anni, è cambiata all’improvviso: sul cellulare della sua fidanzata è arrivato un messaggio. Era un invito a mangiare una pizza. Nulla di più. Ma che ad invitarla fosse stato l’ex fidanzato della donna, al quarantenne non è andata giù. E la violenza di Mazzi è scoppiata in tutta la sua potenza, nel mezzo di strada: l’ha presa a schiaffi, le ha assestato alcuni pugni e calci cercando di strapparle di mano il cellulare. Voleva essere certo che sul telefono non ci fossero altri messaggi, voleva leggere con i suoi occhi quelle parole, quell’invito che di per sè non significava nulla ma che ha fatto diventare una furia il quarantenne. L’uomo ha cominciato a gridare e a Castel del Piano, qualche passante si è anche fermato. Ma lui è stato più veloce di chi avrebbe voluto chiedere aiuto. Ha preso la sua compagna per i capelli e ha cominciato a trascinarla verso l’auto che aveva parcheggiato a pochi metri di distanza. L’ha fatta salire, ha girato la chiave ed è partito. Nell’abitacolo, la situazione non è cambiata: lui ha continuato a colpirla, a prenderla a schiaffi e pugni mentre guidava lungo la strada del Cipressino. E durante il breve viaggio, non ha fatto altro che ripeterle che quello sarebbe stato l’ultimo tratto di strada percorso insieme. «Faremo un incidente, faremo un frontale e moriremo insieme», ripeteva. La ragazza era terrorizzata. Ma lucida. Quando Mazzi è arrivato al bivio di Montegiovi dove ha deciso di lasciare la provinciale per imboccare una strada laterale, lei ha capito che quella sarebbe stata forse l’ultima occasione che aveva per salvarsi la vita. Ha aperto lo sportello dell’auto e si è gettata di sotto, si è alzata, ricoperta di graffi e lividi e ha cominciato a correre. È rimasta senza sandali, persi durante la fuga, e con i piedi sangunanti e il volto trasformato in una maschera di sangue ha bussato alla porta di un agriturismo per chiedere aiuto. I proprietari della struttura si sono trovati davanti agli occhi, poco dopo, anche il quarantenne. Stava cercando di convincere la sua compagna a salire di nuovo in auto e tornare a casa. Il proprietario dell’agriturismo però ha chiamato i carabinieri di Arcidosso che sono arrivati subito. E mentre lui continuava a chiederle di tornare a casa, lei ha raccontato tutto quello che era successo. Mazzi è stato arrestato e ieri il gip Pietro Molino ha convalidato l’arresto del livornese, che resta in carcere. Violenza, minacce, sequestro di persona, lesioni personali aggravate i reati contestati. Lei invece è stata soccorsa dal 118 e accompagnata all’ospedale. Libera, finalmente, da un incubo.

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