La manifestazione
Gassificatore, via alla discussione
Giallo su un comunicato che annuncia 110 posti di lavoro. Oggi la conferenza dei servizi in Provincia
CINIGIANO. Il gassificatore di Santa Rita a Cinigiano si farà o no? La spunterà l’azienda o il comitato di cittadini contrario all’impianto? E quali le conseguenze sull’ambiente e sulla vita delle persone? A queste domande cominciano a rispondere stamattina i partecipanti alla conferenza di servizi riuniti nella sede della Provincia. Azienda, enti locali, Arpat, Asl sono chiamati a sfogliare il progetto presentato dalla Ge.ca. srl di Forlimpopoli e su di loro sono puntati molti occhi. Ieri, vigilia della riunione, è stata infatti una giornata assai movimentata sul piano della comunicazione. E l’agitazione è sintomo di molti mal di pancia e, chissà, forse di alcuni interessi entrati in collisione.
Il comunicato. È mezzogiorno passato quando alle redazioni locali arriva un comunicato stampa girato da una giornalista che lavora a Grosseto «per conto – dice – dell’azienda che costruirà l’impianto a biomasse di Santa Rita». Il comunicato non ha un “padre”: manca il nome dell’azienda e di un amministratore. Però dice cose importanti. E gravi.
«Lavoro e terrorismo». Parla di «110 nuovi posti di lavoro» che nascerebbero con l’impianto e si scaglia contro il comitato di cittadini contrario alla realizzazione, parlando di «terrorismo ecologico» e lasciando intendere che, ad animare il gruppo dei contrari, ci sia un’azienda che potrebbe sentirsi danneggiata dalla concorrenza. Alla richiesta di avere conferma del mittente segue il silenzio.
Come funziona. Il comunicato fornisce anche qualche dato sul funzionamento del futuro impianto. Dice infatti che utilizzerà «solo legno vergine raccolto in filiera corta (ovvero a non più di 70 chilometri dall’impianto di lavorazione)». Sarebbero le prime notizie in assoluto sul funzionamento previsto, poiché oltre a non essersi mai presentata ai cittadini, l’azienda non ha neanche illustrato molti particolari sul suo progetto industriale, lo stesso sul quale la conferenza di servizi è chiamata a discutere stamani.
Il progetto. Il progetto è stato elaborato dalla Idc Europe srl di Impruneta (Firenze) e dalla grossetana Massai Giordano Ingegneria, costruzioni, servizi. Prevede un impianto di 45.800 metri quadrati (11.400 di capannone, il resto piazzale), alto 10 metri nell’ex sede della Frigopanel srl. L’impianto sarà un gassificatore, trasformerà cioè il combustibile solido (in questo caso legno) in gassoso, per una potenza di 2,895 Megawatt (il massimo previsto dalle norme per avere incentivi è di 3 Mw). Oltre al gassificatore è previsto anche un impianto più piccolo di produzione del pellet; la produzione di energia termica è infatti condizione indispensabile per avere gli incentivi statali. Secondo una prima stima, l’azienda potrebbe percepire non meno di 2,3 milioni di euro di incentivi statali all’anno.
30mila tonnellate di legno. Ma quanto legno serve per alimentare un impianto del genere? La Ge.ca. conta di raccogliere e destinare al suo impianto circa 29.700 tonnellate all’anno di legno locale attingendo ai boschi intorno. E Legambiente ha già detto che sono troppi.
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