Il Tirreno

Grosseto

Equitalia non paga: scatta l’ingiunzione

di Francesca Gori
Equitalia non paga: scatta l’ingiunzione

Il giudice ha firmato la richiesta presentata da una società di servizi che vanta un credito di quasi 53mila euro

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GROSSETO. Rischiare di dover licenziare, arrivare a non pagare le quattordicesime ai propri dipendenti nonostante che il lavoro non manchi, passare dalla parte dei “cattivi” a quello di chi non è riuscito a riscuotere un credito che vanta. Non da un’azienda qualunque o da un fornitore, ma direttamente da Equitalia.

È la vicenda, kafkiana, che è capitata a una società grossetana, la Etruria Servizi srl di via Giordania, che si occupa di riscossione dei tributi per conto di Equitalia appunto nei comuni con meno di diecimila euro. Una società che lavora con le pubbliche amministrazioni e che spesso si trova a fare i conti con la difficoltà di pagamenti poco puntuali. Ma che, questa volta, sta aspettando di incassare quasi 53mila euro che mancano all’appello da gennaio. Soldi che appunto Equitalia avrebbe dovuto versare nelle casse della Etruria Servizi.

Oggi l’ufficiale giudiziario del tribunale di Grosseto notificherà un’ingiunzione di pagamento proprio nei confronti di Equitalia. Insomma, le ganasce fiscali, questa volta, scatteranno per la società che si occupa di recupero crediti che deve versare alla Etruria Servizi la bella somma di 52mila 932,71 euro.

Nella sede della società, in via Giordania, nel cuore della zona industriale, le facce degli amministratori sono scure. «Nel 2004 abbiamo cominciato a collaborare con il Monte dei Paschi - spiega Franco Miglianti - che svolgeva il ruolo di riscossione tributi per le amministrazioni. Poi c’è stata la riforma Tremonti e il passaggio a Riscossioni spa e poi a Equitalia». Etruria Servizi ha sempre continuato a lavorare con le amministrazioni e anche con Equitalia. «E abbiamo sempre riscosso le fatture senza grossi problemi - spiega Miglianti - nonostante che siano tempi difficili per tutti, soprattutto per gli Enti. Ma abbiamo ottimi rapporti con la Banca di Maremma e con la Cassa di risparmio di Firenze che ci concedono anticipi su quello che dobbiamo riscuotere». Insomma, nella sede di via Giordania si va avanti così da sempre. Finché le fatture di Equitalia non sono finite nel dimenticatoio e la società è stata costretta a rivolgersi a un avvocato, Christian Sensi, per risolvere la questione. Oggi quindi, verrà notificato il decreto ingiuntivo emesso dal tribunale di Grosseto. Perché ai quattro solleciti di pagamento presentati da Etruria Servizi attraverso l’avvocato Sensi, nessuno ha ricevuto risposta. «Siamo onestamente esterrefatti per questo comportamento - dice il legale - perché a gennaio la società ha trasmesso i rendiconti incassi relativi agli accertamenti svolti chiedendo che le fatture venissero pagate. Ma a quella prima e-mail, la società non ha ricevuto alcuna risposta». Le comunicazioni con Equitalia sono avvenute tutte tramite posta elettronica certificata, ma le richieste dell’avvocato sono rimaste lettera morta.

Finché, qualche giorno fa, il giudice Paola Caporali ha messo la firma sul decreto ingiuntivo per far pagare quella cifra ad Equitalia. «Quello che facciamo fatica a capire - dice ancora Miglianti - è il perché di questo comportamento. Finché potevamo mantenere i nostri rapporti con la sede di Grosseto, andava tutto bene e le risposte erano puntuali. Ora che invece dobbiamo rivolgerci a Firenze, non otteniamo nemmeno mezza risposta».

I soldi che servivano per andare avanti, li hanno messi i soci della Etruria Servizi di tasca propria. «Per ottenere i soldi dalle pubbliche amministrazioni attraverso Equitalia - spiega ancora Miglianti - dobbiamo presentare il Durc e dimostrare che siamo in regola con tutto. Ma poi combattiamo con Equitalia che invece non onora il contratto con la nostra società». In tempi come questi, un’azienda che lavora e paga regolarmente i propri dipendenti, è quasi una rarità. «Ma qui si rischia davvero che anche una società solida - aggiunge l’avvocato Sensi - possa essere messa in ginocchio da chi pretende dai contribuenti pagamenti puntuali. SE un cittadino salta una rata si ritrova con un atto di pignoramento, se Equitalia per mesi non rientra dei debiti che ha con una società che ha svolto un servizio proprio per il riscossore dei tributi, non ritiene nemmeno necessario comunicare il perché». Ci sono quaranta giorni di tempo, ora, per capire se quelle fatture sono finite nel dimenticatoio o se invece Equitalia si opporrà all’istanza del giudice.

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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