Il dolore
«C’è il palio, la scuola può aspettare»
Castel del Piano: gli istituti riaprono il 9 settembre, il giorno dopo la manifestazione cult del paese. E scoppia la polemica
CASTEL DEL PIANO. Castel del Piano si ribella per la data di inizio dell’anno scolastico che coincide con la festa principale del paese amiatino. Le scuole, insomma, secondo l’opinione della comunità locale, non possono certo cominciare il 9 settembre così come stabilito dagli organi competenti. Sarebbe la prima volta nella storia del paese di Castel del Piano che questo succede e nessuno ci sta.
Non ci stanno le contrade di Borgo, Monumento, Poggio e Storte e non ci sta la politica. Non ci stanno i cittadini, i ragazzi soprattutto. I quali in fretta e furia dovrebbero togliersi il vestito di figuranti e indossare il grembiule nero dell’inizio dell’attività scolastica. Ma qual è, insomma il problema?
Il problema è che per la scuola casteldelpianese le lezioni andranno a cominciare il 9 settembre. E per tradizione secolare questo è il giorno della fiera che segue all’8 di settembre, festa patronale di Castel del Piano e giornata di palio. Si inalbera la minoranza del consiglio comunale della lista “Per un comune di tutti” e di fronte a questa novità il capogruppo Mariella Frediani sbotta.
«Vorrei fare presente che l’8 è per Castel del Piano giorno di palio, la festa che si aspetta per tutto l’anno. La sera dell’8 cominciano i festeggiamenti per la contrada vittoriosa, ma tutti quanti vanno a letto tardi e continuano ringraziamenti, sfottò e cortei anche il 9. Senza contare il fatto che il 9 è giorno del “mercatone”, una delle tre fiere storiche dei paese, in particolare questa di settembre risale, documenti alla mano, al 1402, quando la repubblica senese la concesse a Castel del Piano come premio per i servizi militari e le fedeltà alla repubblica».
Oltre sei secoli che, in un batter d’occhio, vengono snobbati. «Voglio dire – prosegue Frediani – che quello di cui si sta parlando sono valori storici che le contrade si piccano di tramandare ai giovani. Tutti facciamo una grande fatica per trasmettere qualche principio forte di appartenenza alla comunità e poi si fa cominciare la scuola un giorno che per Castel del Piano è comunque ritenuto di festa grande per motivi non futili ma fondamentali. Si potrebbe anche dire che i ragazzi alla fine potrebbero saltare il primo giorno, ma francamente non ci sembra corretto nei confronti della scuola e nemmeno educativo per i giovani».
Quale soluzione, dunque? «Chiediamo che per i ragazzi del nostro paese le lezioni abbiano inizio il giorno seguente. Chiederemo anche al sindaco parlare con la dirigente scolastica per trovare un accordo che soddisfi la comunità. È amiatina e siamo sicuri che comprenderà la valenza di questa giornata per i giovani di Castel del Piano e sarà d’accordo a spostare la data della prima campanella».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
