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«Rivoglio i miei 50 euro mangiati»

«Rivoglio i miei 50 euro mangiati»

Proteste per il malfunzionamento della macchinetta alla stazione di Follonica

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FOLLONICA. «Mi ha mangiato i 50 euro che avevo inserito per fare il biglietto. La procedura era regolare, non c’era nessun avvertimento. Solo quando ho messo la banconota per il biglietto, che costa 14,7 euro, è comparso il messaggio di allarme. Si è tutto bloccato e i soldi non me li ha restituiti».

È inferocita la signora fiorentina in vacanza in Maremma che ieri pomeriggio ha preso il treno da Follonica delle 16,54 per far ritorno a casa. La macchinetta automatica della stazione è andata in tilt. In passato, era capitato che quella stessa apparecchiatura fosse spenta (e che il normale sportello di biglietteria fosse chiuso, come in tutti i fine settimana). Ma il fatto che si sia tenuta i soldi è una novità, purtroppo spiacevole per i viaggiatori. «Sì, tante volte mi è capitato di trovarla fuori uso - conferma la donna, che viene periodicamente al mare a Follonica - ma questa dei soldi è una novità». In quel momento la signora era sola ma ben presto si è formato un capannello di persone che hanno sentito le proteste pronunciate al telefono.

Erano più o meno le 16,30 di ieri quando il messaggio “warning” è comparso sullo schermo, insieme a qualche altra riga che annunciava la mancanza di collegamento e avanzava le scuse: «Ho telefonato al 119 delle ferrovie, poi ai carabinieri che mi hanno detto di non poter far nulla se non ricevere una querela, e infine alla polizia ferroviaria: qui una agente molto gentile mi ha detto di salire ugualmente e di avvertire il capotreno. Anzi, mi ha detto che avrebbe avvertito lei stessa il personale di quel treno perché era stata tempestata da chiamate di questo genere per quanto avvenuto a Follonica. E comunque mi ha detto che una volta arrivata a Firenze mi sarei potuta presentare alla biglietteria per ottenere il rimborso: è un mio diritto».

La turista non ha alcuna intenzione di lasciare alle ferrovie quei 35 euro di resto. «Io mi sono avvicinata alla macchinetta e ho visto che non c’era niente di strano. Nessun cartello. E la schermata iniziale era normale. Insomma, non c’era motivo per cui mi doovessi preoccupare in anticipo. Anzi, ho anche apprezzato il fatto che funzionasse perché, e lo sapete anche voi perché so che in passato avete scritto di tante proteste, non sempre accade. E tutto è andato liscio fino a che ho messo il denaro. Non si può ogni volta fare spallucce e lasciare che tutto vada come va. Il biglietto lo pago, ci mancherebbe. Ma io quei soldi di resto li rivoglio. E se le ferrovie non me li ridanno indietro, vado alla polizia ferroviaria».(p.s.)

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