Proteste
Altre due telecamere al processo per Schettino
Il presidente ha concesso un’altra apparecchiatura fissa, a lato del palcoscenico La Rai ne potrà utilizzare anche una mobile in galleria fino all’inizio delle udienze
GROSSETO. Ci sarà una seconda telecamera - e anche una terza - da mercoledì prossimo al teatro Moderno, quando riprenderà il processo al comandante Francesco Schettino.
Lo ha stabilito il presidente Giovanni Puliatti, che ha accolto le richieste della Rai (che fornisce gratuitamente le riprese a tutte le emittenti) e ha quindi integrato il provvedimento di una quindicina di giorni fa. Dovrà comunque essere salvaguardata la richiesta dello stesso Schettino che ha chiesto di non essere ripreso. E dovrà comunque essere garantito analogo trattamento a quei testimoni che volessero avvalersi dello stesso diritto.
La prima telecamera è quella già entrata in funzione martedì scorso, in occasione dell’udienza poi slittata per l’astensione degli avvocati: è situata al centro della galleria. La seconda - anch’essa a inquadratura fissa e senza zoom nemmeno se controllabile da lontano - verrà posizionata sostanzialmente su una delle pareti laterali del palcoscenico, a destra. Il presidente ha stabilito che avrà come inquadratura la postazione del testimone, della pubblica accusa e del collegio giudicante. Schettino non potrà essere inquadrato nemmeno da questa seconda telecamera. E l’unico intervento ammesso è quello tecnico, quando l’addetto potrà accendere o spegnere l’apparecchio in corrispondenza delle testimonianze di chi non presterà il consenso.
La terza telecamera, questa mobile, sempre della Rai, potrà invece trovare posto ancora in galleria (com’è noto, qui ci sono i posti riservati alla stampa): ma non potrà restare in funzione durante il processo e dovrà essere spenta quando il presidente proclamerà l’inizio dell’udienza.
(p.s.)
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