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Grosseto

Parafarmacia, il legale «Faremo ricorso»

CASTIGLIONE. «Chiederemo al Consiglio di Stato di rivedere tale decisione perché sia chiaro che il Comune non ha alcuna arbitraria discrezionalità per ostacolare l'attività del mio cliente». L’avvocat...

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CASTIGLIONE. «Chiederemo al Consiglio di Stato di rivedere tale decisione perché sia chiaro che il Comune non ha alcuna arbitraria discrezionalità per ostacolare l'attività del mio cliente». L’avvocato Roberto Baccheschi, legale di Fabio Bucci della società Salute Più, risponde così alla decisione del Tar per la Toscana che si è pronunciato in favore del Comune per i caratteri di un’insegna ritenuta “ingannevole”. La vicenda riguarda la Parafarmacia Europa nel corso della Libertà, alla quale lo scorso anno era stata negata l’autorizzazione dal comune di installare l’insegna con la scritta Para in piccolo in verticale e Farmacia invece a caratteri cubitali. Il Comune ha sostenuto che quella scritta poteva trarre in inganno, perché non si trattata di una farmacia autorizzata ma di una parafarmacia dove è consentito vendere solo farmaci senza ricetta. L’avvocato Baccheschi continua: «Il punto centrale della disputa riguarda le dimensioni dei caratteri della scritta parafarmacia. Non esiste alcuna norma, nè dello Stato nè della Regione, che dia indicazioni su tali dimensioni. Il Comune ha fondato l'ordinanza che la Parafarmacia Europa ha impugnato su una sentenza del Tar Sicilia, che però è stata pronunciata con riferimento ad un atto normativo di quella Regione che prevede che la scritta abbia caratteri di dimensioni omogenee. Ma il decreto Bersani e gli atti regolamentari susseguenti, una circolare del Ministero della Salute del 2006, non prevedono alcun tipo di indicazione per il tipo, l'estensione, i colori e le dimensioni dei caratteri della scritta di un'insegna recante la scritta parafarmacia. Esiste un solo limite: la croce verde può essere usata solo dalle farmacie. Il legislatore dunque privilegia il concetto positivo di identificazione di un esercizio da parte del cittadino e non quello negativo di inganno o confusione del cliente: in nessun atto legislativo dello Stato o della Regione si fa infatti riferimento a tali espressioni. L'impressione del mio cliente è che il Comune, che è titolare di una farmacia nella centralissima via Ansedonia, non condivida l'idea di Bersani, sodale di partito del sindaco, di una libera concorrenza nel settore del parafarmaco». ( en.gi.)

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