Il Tirreno

Grosseto

«L’incidente l’avete causato voi»

Donna a giudizio per estorsione: sotto minaccia prese 60 euro e un giaccone

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CAPALBIO. E' accusata di estorsione, per aver preteso e ottenuto 60 euro e un giaccone da due ragazze, sotto la minaccia di denunciarle di aver causato un incidente; un'incolpazione falsa.

E' un'accusa singolare, anche per le circostanze riassunte nel capo di imputazione, quella rivolta a una donna originaria di Milano, Giuseppina Caterina Lanzani, 58 anni, rinviata a giudizio per l'udienza che si terrà il 21 febbraio davanti al giudice Puliatti. Sarà in questa sede che la donna dovrà difendersi dopo le indagini dei carabinieri di Capalbio, che avevano svolto accertamenti ascoltando anche le versioni delle ragazze vittime della presunta estorsione. I fatti sono ambientati nel piazzale della stazione di servizio Girasole di Capalbio. La data è quella del 12 febbraio 2012. Secondo l'imputazione, la donna era alla guida di una Mini One che avrebbe tamponato nel piazzale la Chevrolet Matiz con a bordo una ragazza nativa di Torre del Greco, oggi 21enne, con a bordo un'amica. La Lanzani avrebbe minacciato di denunciare l'altra conducente e la trasportata, incolpandole falsamente di aver causato l'incidente.

A titolo di "risarcimento" avrebbe preteso e ottenuto 60 euro in contanti e il giaccone della marca Toy-G della conducente. Non solo: la scena avrebbe avuto una connotazione quasi surreale. La Lanzani avrebbe proferito le minacce urlando e avrebbe anche palpeggiato le ragazze e le avrebbe esaminate per valutare cosa avessero indosso che valesse la pena di essere portato via. Oltre al danno patrimoniale causato alla conducente, all'imputata è contestata anche l'aggravante di essersi approfittata della giovane età della ragazza, impedendole di esercitare una qualche forma di difesa. La giovane campana si era rivolta ai carabinieri per presentare denuncia e i militari avevano aperto un fascicolo con le dichiarazioni delle due ragazze. Era seguito il riconoscimento fotografico dell'imputata. E verso la fine di maggio era stata effettuata una perquisizione, accompagnata da sequestro. Il gup Bilisari ha ritenuto più che sufficienti gli elementi raccolti dall'accusa per poter sostenere un giudizio e ha disposto il processo nei confronti della Lanzani. (p.s.)

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