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l’arringa a firenze

«Assolvete Da Ponte È estraneo a tutte le accuse»

«Assolvete Da Ponte È estraneo a tutte le accuse»

FIRENZE. Nessuna responsabilità, nessuna associazione per delinquere, nessuna truffa, nessuna buona fede invocabile da parte dei clienti, nessun millantato credito. La difesa di Robert Moore o Robert...

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FIRENZE. Nessuna responsabilità, nessuna associazione per delinquere, nessuna truffa, nessuna buona fede invocabile da parte dei clienti, nessun millantato credito. La difesa di Robert Moore o Robert Da Ponte, insomma il cosidetto Madoff della Maremma, cerca di smontare una per una le contestazioni mosse all’uomo di affari accusato, soprattutto, di essere l’organizzatore di un’associazione criminale finalizzata alla commissione di attività finanziarie fraudolente, con decine di risparmiatori che sarebbero stati ingannati sulla destinazione dei loro denari.

Lo fa chiedendo l’assoluzione per tutti i capi nell’udienza dedicata proprio alle arringhe difensive, svoltasi ieri, prologo all’udienza finale che dovrebbe tenersi fra una decina di giorni, con la lettura della sentenza dopo le repliche della Procura. Da Ponte si è affidato agli avvocati fiorentini Sveva Balsimelli e Chiara Demattè. Quest’ultima ha affrontato i temi legati alla presunta associazione per delinquere, sostenendo l’insussistenza dei reati ipotizzati, compreso quello della trasnazionalità dell’associazione, argomentando che ciò che è illecito in Italia può essere invece lecito in Svizzera, ad esempio.

Ha fatto poi chiarezza su chi fosse il Rothschild di riferimento: non Nathaniel (classe 1971) ma Nathan Zwi (1958), avvocato di Zurigo, campo della comunità ebraica, presidente dell’Asset Management. Un personaggio realmente esistente, realmente operante, realmente responsabile. Nulla è possibile contestare in relazione alla truffa ai clienti italiani, ha aggiunto Demattè, visto che risulta che molti di loro si sono recati personalmente in Svizzera e in banca: dunque erano pienamente consapevoli.

L’avvocato Balsimelli ha invece sottolineato che dagli interrogatori dei coindagati emerge l’estraneità di Da Ponte all’ideazione e alla partecipazione alla presunta associazione: non viene mai citato. E comunque, ha argomentato il legale, anche se tra di loro alcune dichiarazioni sono discordanti, sono assolutamente convergenti nella parte che scagiona Moore. Eccessivo è poi per la difesa sostenere che i promotori e i collaboratori non fossero a conoscenza delle attività svolte. Contestazioni ritenute residuali dalla difesa sono poi quelle relative alla frode informatica (ha parlato anche la difesa di Micaela Odderoli - avvocato Bertucci), dalla quale Da Ponte a giudizio del legale deve essere comunque ritenuto estraneo anche in relazione alla fideiussione ipotizzata falsa su carta intestata Bnl ai danni della Falcon Private Bank.

(p.s.)

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