Attenzione
Legambiente «A Santa Rita progetto non adeguato»
CINIGIANO. Legambiente considera di fondamentale importanza la diffusione delle energie rinnovabili in Maremma, ma «il progetto per l’impianto a biomasse di Borgo Santa Rita presenta diverse...
CINIGIANO. Legambiente considera di fondamentale importanza la diffusione delle energie rinnovabili in Maremma, ma «il progetto per l’impianto a biomasse di Borgo Santa Rita presenta diverse criticità». Così l’associazione ambientalista interviene nella spinosa questione di Cinigiano, allineandosi alle perplessità sollevate da cittadini e associazioni di categoria.
I punti critici, dice Legambiente, sono legati «in primo luogo al fatto che la centrale prevista risulta sovradimensionata e di taglia troppo elevata. Un impianto di questo tipo necessiterebbe di un’enorme quantità di biomassa per essere alimentato: circa 30mila tonnellate all’anno. Una cifra sproporzionata in considerazione della biomassa legnosa prodotta in provincia di Grosseto e del fatto che in Maremma esistono già altri progetti di impianti che attingerebbero dallo stesso bacino forestale. Oltretutto la società Ge.Ca. non ha presentato alla Provincia nessun piano di approvvigionamento per l’utilizzo della biomassa forestale».
«Siamo consapevoli del ruolo fondamentale che hanno le biomasse nel nostro Paese e nel nostro territorio in particolare _ dice Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente _ ma ogni nuovo impianto va fatto bilanciando aspetti positivi e negativi». Il progetto di Santa Rita, osserva Gentili, «invece di favorire la generazione distribuita finirebbe per accentrare le risorse disponibili in un unico impianto, limitando lo sviluppo capillare delle energie rinnovabili sul territorio. Non vorremmo che accadesse quanto già avvenuto per la filiera degli impianti a biogas, che invece di usare sottoprodotti agricoli e colture invernali più adatte alle nostre condizioni pedoclimatiche sfruttano colture esageratamente idroesigenti, come il mais. Il rischio è lo sfruttamento eccessivo e centralizzato delle nostre aree boschive».
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