Il dolore
Insegna “ingannevole” bocciata dal Tar
Il caso della ditta condannata per aver scritto, accanto a “Farmacia”, la parola “Para” troppo in piccolo. Comune risarcito
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Una decisione che potrebbe fare “giurisprudenza” nel campo del settore salute, e che sicuramente farà discutere.
Ieri il Tribunale Amministrativo per la Toscana ha pubblicato l’atto con il quale al Comune di Castiglione della Pescaia è stata data ragione su una controversia per i caratteri dell’insegna del negozio della Para Farmacia Europa in corso della Libertà, ritenuti ingannevoli.
Il motivo del contendere infatti, con il procedimento avviato nell’agosto dello scorso anno, riguardava proprio il modo con cui la ditta Salute Più di Fabio Bucci aveva fatto realizzare l’insegna con il nome che indicava la para farmacia. Un simbolo regolarmente registrato con “Para” scritto in piccolo di lato e in verticale, e “Farmacia” invece a caratteri cubitali, con sotto Europa a caratteri intermedi. Il Comune di Castiglione si era opposto all’installazione di questa insegna, vedendo in quella scritta una sorta di pubblicità ingannevole: non si specificava bene insomma che si trattava di una para farmacia (dove è possibile vendere i cosiddetti prodotti da banco, e non quelli che hanno bisogno di una ricetta del dottore), mentre la scritta “Farmacia” a caratteri molto grandi poteva trarre in confusione visto che il negozio non è dunque una farmacia. L’avvocato del Comune castiglionese Daniele Falagiani, anche durante il dibattimento di fronte al Tar, ha insistito su questa tesi, mentre l’avvocato della Salute Più Roberto Baccheschi cercava di confutare le ragioni del Comune, spiegando che il marchio era appunto registrato, e che non si trattava assolutamente di una “pubblicità ingannevole”.
I giudici del Tar per la Toscana invece si sono pronunciati in favore del Comune di Castiglione, e hanno cercato di fare chiarezza su una questione molto importante: un marchio, in un settore come quello della salute, non deve in alcun modo essere “frainteso”. La società Salute Più è stata condannata anche a rifondere all’amministrazione castiglionese le spese della fase cautelare per 3 mila euro.
Fabio Bucci, contattato ieri telefonicamente, ancora non era al corrente delle decisioni che aveva preso il Tar, ha ricostruito da parte sua la vicenda: «Il Comune di Castiglione mi aveva in un primo tempo autorizzato a mettere l’insegna – racconta – dopo che avevo fatto tutte le richieste. Poi però, venti giorni prima dell’apertura del negozio, mi era stata revocata, facendomi ricorrere al Tar. Il mio marchio è registrato e nel comune di Grosseto altri due negozi, uno in città e uno a Marina di Grosseto, hanno la stessa insegna da anni, e non c’è mai stato nessun problema».
Continua Bucci: «Fortunatamente il negozio di Castiglione ha lavorato e sta lavorando tuttora. I clienti non mancano. L’attività nonostante tutto va avanti anche senza l’insegna. Ai nostri clienti evidentemente non interessa che ci sia l’insegna, e nel negozio posso confermare che ci sono solo farmacisti professionisti che garantiscono il servizio». L’insegna nel negozio di Castiglione era stata comunque tolta per tempo. Chissà cosa farà ora il Comune di Grosseto dopo questa ordinanza dei giudici del Tar per la Toscana, se deciderà dunque di adeguarsi con i negozi di Fabio Bucci che a quel punto dovranno togliere le insegne anche da quei punti vendita.
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