Il Tirreno

Grosseto

Da casa del cinema a museo diocesano passando per la moschea

«Una moschea, nel Marraccini, a due passi dal Duomo, vogliono farci una moschea». La notizia – o l'allarme, a seconda dei punti di vista – la dette il consigliere regionale Andrea Agresti a fine...

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«Una moschea, nel Marraccini, a due passi dal Duomo, vogliono farci una moschea». La notizia – o l'allarme, a seconda dei punti di vista – la dette il consigliere regionale Andrea Agresti a fine febbraio del 2010. La comunità musulmana da qualche mese stava trattando l'acquisto dello storico cinema grossetano per ristrutturarlo e farvi un centro culturale islamico, con annessa sala per la preghiera. Non una moschea vera e propria – la destinazione urbanistica non l'avrebbe consentito – ma qualcosa di molto simile che avrebbe dovuto sostituire la sala dell'ex Garibaldi non più utilizzabile. Non se ne fece di nulla, anche se la trattativa andò avanti per mesi e portò scompiglio in città. È stato solo l'ultimo episodio che ha riguardato la vicenda travagliata di un immobile storico del centro di Grosseto, un punto di riferimento per la cultura della città per oltre 80 anni – fu realizzato nel 1927 – ma che da dieci anni, da quando nel 2003 il Marraccini chiuse i battenti, è caduto in abbandono ed è divenuto, anno dopo anno, emblema di degrado. Il Marraccini aveva appena smesso di proiettare film quando l'allora sindaco di Grosseto Alessandro Antichi propose che il Comune acquistasse l'immobile per 1,4 milioni di euro per farne una casa del cinema, con annessa scuola di cinema. Un progetto coinvolse anche la Provincia di Grosseto, allora guidata da Lio Scheggi, ma rimase soffocato nell'abbraccio mortale fra i due enti. Successivamente fu la Banca della Maremma a mettere gli occhi sul prestigioso immobile, per realizzarvi la propria sede nel centro di Grosseto, prima di acquistare gli ex uffici del catasto di Corso Carducci, ma l'affare sfumò e la struttura finì nelle mani dell'imprenditore grossetano Riccardo Demi, nell'agosto del 2005. Da quel momento non c'è stata più alcun cambio di proprietà, ma non sono mancate le trattative e i progetti sull'uso. Prima della comunità musulmana, infatti, nell'autunno del 2009, fu la diocesi di Grosseto a farsi avanti: l'obiettivo del vescovo di allora, Franco Agostinelli, era acquistare l'immobile per realizzarvi il museo diocesano di arte sacra che è ospitato nello stesso immobile di piazza Baccarini che ospita il museo archeologico della Maremma. Adesso la vendita all'asta e la speranza che sia la volta buona per ridare un futuro a un pezzo di storia della città.

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