Sicurezza
Solo tre in sala tra il pubblico L’udienza slitta per sciopero
GROSSETO. L’avvocato Donato Laino guarda meravigliato la torma di telecamere e microfoni intorno a Francesco Schettino che cerca di riguadagnare l’auto: «Non capisco - dice - L’avete letto il capo di...
GROSSETO. L’avvocato Donato Laino guarda meravigliato la torma di telecamere e microfoni intorno a Francesco Schettino che cerca di riguadagnare l’auto: «Non capisco - dice - L’avete letto il capo di imputazione? Ci sono responsabilità solo per Schettino in quelle 707 pagine?». La linea difensiva non cambia: non è stata tutta colpa di Schettino. È d’accordo anche l’avvocato Pierpaolo Lucchese che assiste i 200 di Sos Concordia. Ma aggiunge: «Ci sono responsabilità di altri, che sarebbero state accertate se ci fosse stata più calma». Previsioni? «Non c’è bisogno di un lungo processo, visti i documenti dell’incidente probatorio - ma c’è la possibilità di far emergere le responsabilità del sinistro». La collega Silvia Sclano si augura «un processo celere, con lo scrupolo già osservato nelle indagini». E la pena? «Il massimo è 15 anni - risponde Lucchese - Ma è prematuro dire quale sia la condanna giusta. Il processo non è nemmeno cominciato».
In effetti, l’udienza di ieri (21’, dalle 9.50 alle 10.11) è servita solo per l’appello e per la raccolta delle dichiarazioni di adesioni allo sciopero. Il collegio (Puliatti presidente, Mezzaluna e Compagnucci) ha letto le disposizioni per la presenza in aula, scusandosi per le restrizioni dettate dai «grandi numeri» del processo. Ha però poi fatto una battuta sul numero dei presenti (solo 3, di cui un legale finlandese venuta come osservatrice). Per l’accusa erano presenti i pm Navarro e Pizza. Dall’altra parte, sempre ai piedi del palco, Schettino con gli avvocati Domenico Pepe e Laino, che hanno dichiarato l’adesione allo sciopero: «La nostra presenza è dovuta al rispetto nei confronti del Tribunale». Allo stesso tavolo l’avvocato Romano Lombardi, che ha rappresentato il responsabile civile Costa Concordia e che non ha invece aderito alla protesta.
Non molti i difensori delle parti civili presenti in aula; c’era però qualche naufrago. E alcuni legali hanno annunciato la volontà di costituirsi per altre parti offese. Tra loro anche l’avvocato Chiara Bezzi, di Bergamo, seduta accanto alla sua assistita, Domnica Cemortan. Il presidente ha rinviato l’udienza al 17 luglio, ore 9,30. Da mercoledì si entra nel vivo.
(p.s.)
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