Il Tirreno

Grosseto

«I furti mi hanno messo in ginocchio»

Assalti alle slot machine nei bar, la Benocci Games chiede alle forze dell’ordine maggiori controlli

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GROSSETO. Il volto segnato dalla paura mista a rabbia, un’energica stretta di mano e un capannone pieno zeppo di macchinari elettronici: ci accoglie così Gianfranco, titolare della ditta grossetana Benocci Games, attiva nel noleggio e nella vendita di slot machine, videogame, jukebox e molto altro.

Un’azienda in ginocchio, con migliaia di euro di danni provocati da una serie di furti che stanno minando anni di attività. Gianfranco non perde tempo, ci fa subito vedere la slot che ha subìto l'ultimo tentativo di scasso qualche giorno fa al bar Cin Cin (pare sia il quarto furto in cinque anni) a Barbanella. Sull’apparecchio ci sono i segni del cacciavite usato dai malviventi per cercare di forzare lo sportello che contiene i soldi. «Adesso la macchinetta è qui, ferma. E per noi è una completa rimessa». Sì, perché la Benocci Games continua comunque a pagare allo Stato i soldi delle tasse. Tutti gli impianti sono infatti collegati alla rete nazionale e anche se dismessi maturano imposte che l’impresa deve, in ogni caso, saldare. «Ormai – dice l’uomo mentre allarga le braccia – siamo a oltre venti furti solo negli ultimi cinque anni». Nessun luogo pare più sicuro: molti colpi sono stati messi a segno nel capoluogo, ma non è mancato il “contributo” dei paesi, come Istia, Montalcino, Sticciano e Marina. Senza considerare che a ogni colpo, tentato o messo a segno, aumenta negli esercenti il timore a tenere ogni genere di macchinetta nei propri locali. Come dire, oltre al danno la beffa.

«Paghiamo le tasse e stiamo attenti a ogni legge – dicono dalla Benocci Games - eppure si fa fatica ad arrivare a fine mese e a mantenere in piedi il tutto. Quello che vogliamo è che ci siano maggiori controlli delle forze dell’ordine. Un tempo Grosseto non era così pericolosa. Una quindicina di anni fa tutti questi tentativi di scasso, furti e rapine non c’erano. Forse qualcuno ha perso il controllo della situazione».

E al centro, ancora una volta, finiscono loro, le telecamere: «Ce ne vorrebbero di più, così come ci vorrebbero più pattuglie che controllano e pene più forti». Ma le assicurazioni? «Stringere una polizza non è possibile, il rischio per la nostra categoria è troppo elevato, ci rimetteremmo». La chiacchierata finisce qui, mentre scendiamo le scale degli uffici della Benocci Games il titolare ci indica alcuni squarci sul capannone: adesso sono richiusi, ma un paio di anni fa da lì entrarono dei balordi. Non era la prima volta.

Maurizio Bernardini

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