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Fulmine sul municipio, rete ko

Fulmine sul municipio, rete ko

In tilt il sistema informatico del Comune di Capalbio. Danni per 40mila euro

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CAPALBIO. Una scarica dal cielo si abbatte su un cancello, risale rapidissima lungo i tubi e deflagra dentro al municipio. Un boato sconquassa Capalbio e quando l’aria smette di tremare il paese si risveglia con la casa comunale completamente fuori uso: bruciati i computer (foto), i fax, i telefoni, l’ascensore.

È successo lunedì pomeriggio, intorno alle 17.15, quando un fulmine si è abbattuto sul municipio di Caplbio. L’edificio in quel momento era semideserto: solo un agente della polizia municipale si trovava all’interno. «La scarica è stata così forte che ha colpito la centralina – spiega il sindaco Luigi Bellumori – e messo ko l’impianto. Le schede dei telefoni si sono fuse come un vinile su una candela. Il municipio è isolato: non possiamo comunicare né con i telefoni, né con Internet, fax e intranet. L’unico mezzo di comunicazione è il mio cellulare personale. Una cosa mai vista».

Ieri un odore acre ha impregnato le stanze. Il sindaco, come prima cosa, ha avvertito carabinieri, prefettura e questura «perché se avessero voluto comunicarci qualcosa non ci avrebbero potuti raggiungere».

Stamani alle 10 è convocata una riunione con il responsabile informatico e gli altri dirigenti dei vari settori per decidere come muoversi. Ci sarà da ricomprare gli switch e le schede per far ripartire i pc.

«Al momento ogni attività del Comune legata all’informatica è sospesa – spiega il sindaco – compresa la ragioneria, il settore bilancio e finanze e i servizi turistici al castello. Mi scuso con i cittadini che oggi (ieri per chi legge, ndr) mi hanno chiamato a centinaia sul cellulare perché gli uffici non rispondevano. Abbiamo cercato di avvisare la popolazione ma a tutti voglio dire che, almeno fino alla tarda mattinata di venerdì, è tutto bloccato».

I danni sono ingenti, almeno 40mila euro. L’assicurazione è stata attivata, mentre il sindaco sta valutando se concedere un giovedì di ferie ai dipendenti, visto che le attività sono sospese. «La tecnologia ci dà una grossa mano, ma in situazioni come questa ci si rende conto che la grande tecnologia può anche affondarci», conclude mestamente Bellumori.

Francesca Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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