Sicurezza
Combine per la partita Patteggiano i calciatori
Inibizione per tre dirigenti, condannato il ds che aveva fatto partire l’inchiesta Pene non elevate. La difesa: «Non è un riconoscimento di responsabilità»
GROSSETO. Un dirigente condannato, altri tre inibiti con il patteggiamento, pena concordata anche per i due calciatori e per le tre società, non giudicata la Us Arcille perché nel frattempo scomparsa. Pene non elevate. La Commissione disciplinare territoriale ha chiuso così la vicenda della presunta combine da 2.000 euro per la partita Sorano-Casotto Marina, Seconda categoria, della stagione 2011-2012. Una vicenda partita dalle parole di Francesco Priori, che aveva parlato in qualità di direttore sportivo dell'Us Arcille dopo aver assistito come spettatore interessato al match in cui il Casotto giocava per evitare i playout e il Sorano per i playoff.
«La contestazione relativa all’omessa denuncia era a nostro giudizio inesistente - dice l’avvocato Graziano Sarpa - ma di fronte a una possibile condanna fino a 6 mesi per un articolo 1 del codice di giustizia sportiva, che inciderebbe sulla stagione sportiva che inizierà a settembre, abbiamo preferito patteggiare. Una scelta di convenienza, non ho difficoltà ad ammetterlo. Il patteggiamento del resto non è un riconoscimento di colpa». Sulla stessa linea gli altri difensori, Romano Lombardi e Riccardo Schipani.
Lo stesso Priori, che non si è presentato di fronte alla Disciplinare per rispondere dell'incolpazione, è stato l'unico condannato, per il ritardo nella denuncia che gli era stato contestato unitamente allo svolgimento in proprio delle indagini: 3 mesi. Agli atti del procedimento anche la registrazione di un colloquio tra lui e Claudio Baldassarri, direttore sportivo del Casotto Pescatori: un colloquio in cui quest'ultimo nega comunque l'esistenza di una combine e in cui si fa riferimento al prezzo (2.000 euro) di cui in quei giorni si parlava. Un particolare che comunque ha indotto la Procura federale (in aula il vice Marco Stefanini) a non deferire alcun tesserato per l'illecito, dal momento che non ci è stata prova che una proposta del genere sia stata accolta dal Sorano.
Erano poi stati deferiti i calciatori Luca Niccolini, all'epoca tesserato per il Casotto Marina e poi per l'Us Montiano e Mario Artiaco, all'epoca anche lui del Casotto e poi del Roselle. Hanno patteggiato ciascuno 2 mesi ciascuno per condotta antisportiva, non avendo inoltre informato la Procura federale "su possibili fatti integranti illecito sportivo" (nessuno giocò quella partita, erano entrambi fuori rosa da tempo, seppero solo successivamente della presunta combine).
I dirigenti delle due squadre, Dino Palla (Gs Sorano) e Santi Bellumori (Us Casotto Marina), parenti tra di loro, sono stati inibiti per 40 giorni ciascuno «per essersi intrattenuti» fra di loro, prima della partita.
Nessun punto di penalizzazione per le società, che in caso contrario avrebbero subito contraccolpi immediati da una sentenza, con rischi di stravolgimenti delle classifiche finali del passato campionato. Per il Sorano, cui era stato contestato solo l'articolo 1 (cioè la violazione degli obblighi di correttezza e probità) 150 euro di ammenda; per il Casotto, che doveva rispondere anche di tre contestazioni di omessa denuncia, 600 euro. L'Us Arcille non esiste più (la nuova società operante ha altra denominazione e non può essere chiamata a rispondere di tali illeciti) e dunque la Commissione ha deciso di non dover procedere al giudizio.
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