Il Tirreno

Grosseto

Schettino ci sarà, ma finirà tutto subito

di Pierluigi Sposato

Il comandante annunciato come presente alla prima udienza dibattimentale di oggi, anche se sarà rinviata

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GROSSETO. Allora si comincia. Anche se per pochi minuti, stamani alle 9 il processo Schettino comincia. A porte aperte (ma con regole precise per chi vuole entrare) e con il comandante che ha assicurato la sua presenza al fianco dei difensori Domenico Pepe e Donato Laino. Schettino ci mette ancora la faccia, come da lui stesso dichiarato, anche se non vuole essere ripreso, come annunciato dai suoi legali. E comunque oggi sarà questione di pochi minuti, perché la difesa dell’unico imputato rimasto per il naufragio del 13 gennaio ha spiegato che annuncerà stamani in aula l’adesione allo sciopero nazionale degli avvocati. Il collegio prenderà atto e rinvierà: il 17 luglio la nuova prima udienza.

Udienza preliminare. Ci sarà invece il 20 luglio il nuovo appuntamento con l’udienza preliminare in cui il giudice Pietro Molino darà il suo responso sui cinque patteggiamenti raggiunti tra accusa e difesa. Lo sciopero degli avvocati è già in corso e ieri mattina i legali, anche quelli di parte civile, hanno aderito alla protesta. Pochissimi minuti, il tempo di stilare l’appello e compilare il verbale, e poi le parti (per la Procura i pm Navarro e Pizza) si sono salutate.

Accesso libero al teatro, sì. Ma con regole e limiti precisi. Eccoli.

Pubblico. L’accesso è da via Tripoli (porta destra, guardando il teatro): l’ingresso è quello D, l’orario è dalle 8 alle 9. Chi entra e decide di uscire non potrà rientrare. Sono soltanto 160 gli spettatori ammessi. Nessuno di loro potrà portare non solo ombrelli o bastoni, chiaramente, ma nemmeno il cellulare: va lasciato a casa, non è prevista custodia. Vietato qualsiasi sistema di ripresa video e-o audio. Un metal detector controllerà gli accessi. Un cartellino colorato identificherà la qualità di spettatore (in questo caso è il verde). Si assiste in silenzio nella parte retrostante della platea e stando seduti.

Colori. Gli altri colori che identificano gli ammessi al teatro sono il nero e il grigio per i difensori di pare civile e del responsabile civile, le parti civili e le parti offese non costituite (per tutti questi entrata da via Tripoli, porta sinistra - ingresso C). Pubblici ministeri, imputato, difensori e testimoni avranno colore arancio (ingresso E da via Piave). Giallo è il colore che identifica i giornalisti (ingresso B da via Piave). Il personale del Tribunale avrà un cartellino rosso e accesso da ogni ingresso. Sarà rosa il cartellino in dotazione al personale esterno.

Numeri. Tre giudici, una cancelliera, un addetto alla fonoregistrazione, quattro pubblici ministeri, un imputato, due difensori. Le persone offese fisiche sono 4.228, quelle giuridiche 31; le parti civili sono 242, rappresentate da 62 avvocati. Uno il responsabile civile, con un difensore. I faldoni sono 88, di cui 31 relativi all’incidente probatorio e 57 all’udienza preliminare. Quattro scatoloni contengono le copie forensi degli hard disk relativi alla scatola nera e al computer di bordo, Due scatoloni contengono gli allegati alla perizia dell’incidente probatorio. Quattro sono i consulenti della Procura, che ha citato altri 338 testimoni. La difesa di Schettino ne ha chiamati 96, ma molti coincidono con quelli dell’accusa. E così sarà anche per i testimoni delle parti civili, che intanto ne hanno indicati complessivamente 575. Ci sono poi il personale del Tribunale che sarà impiegato nel teatro con vari compiti e le forze dell’ordine che assicureranno il regolare svolgimento dentro e fuori dal Moderno, compresa la circolazione.

Le accuse. Schettino è imputato per naufragio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose (entrambi plurimi), abbandono della nave e di persone incapaci, mancata collaborazione con le autorit- Sono 707 le pagine dell’imputazione per tutti e 6 gli imputati.

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