Lutto
«Pirogassificatore? L’urbanistica forse non lo consente»
Il sindaco di Cinigiano spiega le mosse del Comune «Stiamo valutando tutti gli aspetti tecnici e giuridici»
CINIGIANO. Il sindaco di Cinigiano, Silvana Totti, apre uno spiraglio di speranza nelle associazioni di agricoltori, commercianti e industriali che nei giorni scorsi si sono detti perplessi sulla paventata costruzione di un pirogassificatore a Santa Rita, nel comune di Cinigiano.
Totti spiega che il Comune sta «valutando tutti gli aspetti, tecnici e giuridici, relativi alla realizzazione dell’impianto». In particolare, occorre verificare se il pirogassificatore sia compatibile con gli strumenti urbanistici di cui si è dotato il Comune «e al momento – spiega il sindaco – ci sono delle perplessità».
Intanto il 16 luglio è fissata in Provincia la conferenza dei servizi sull’impianto.
Gli agricoltori hanno messo le mani avanti qualche giorno fa: a loro il progetto di costruire un pirogassificatore nel borgo di Santa Rita, non piace. «Una sola scelta sbagliata può essere sufficiente a distruggere un patrimonio costruito in decenni di impegno, investimenti e sudore», hanno scritto Coldiretti, Confagricoltura, Cia e le componenti di Rete Imprese Italia Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Cna in una lettera al sindaco di Cinigiano e al presidente della Provincia.
Dell’impianto non si sa molto, solo che dovrebbe produrre 2,7 Megawatt, che il progetto è proposto da una società immobiliare di Rieti e che dovrebbe sorgere in un capannone (già a disposizione) nella zona industriale di Santa Rita.
Le associazioni sono però preoccupate dall’impatto sul territorio, luogo di «produzione di eccellenze agroalimentari» che possono «far crescere l’economia, non solo locale, creando lavoro, cultura e consentendo uno sviluppo equilibrato di attività come l’artigianato e il turismo». È da queste attività che, secondo le associazioni, dovrebbe mettersi in moto l’economia. E il pirogassificatore, in questo senso, potrebbe essere un ostacolo.
Perciò le associazioni raccomandano a Comune e Provincia prudenza e valutazioni basate su riscontri scientifici inoppugnabili e non su convinzioni filosofiche o politiche.
«In casi come quello prospettato con la realizzazione dell’impianto di Santa Rita – concludono le associazioni – deve essere applicato con rigore assoluto il principio di cautela, secondo il quale, finché permane la seppur minima incertezza è meglio rimanere fermi, anche se si dovesse sacrificare qualche interesse. Al contempo non devono essere sottovalutati effetti indiretti come quelli imputabili all’aumento del traffico di mezzi pesanti e dallo stoccaggio di ingenti quantità di materiali e scorte.La salute, l’ambiente e le economie già esistenti devono essere salvaguardate e messe in sicurezza. Di siti inquinati e aree da bonificare ce ne sono fin troppe sul territorio del nostro Paese».
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