La manifestazione
Grosseto, città “smart” ma solo per metà
Il capoluogo si piazza 48º in Italia per innovazione tecnologica e banda larga Le scuole scarseggiano di pc e lavagne multimediali, va meglio la sanità
GROSSETO. Innovazione, banda larga, mobilità, efficienza energetica, sostenibilità ambientale: sono tanti i fattori che contribuiscono a fare di una città una “smart city”, una città intelligente. Una società di consulenza di Milano, la Between, da anni impegnata nel monitoraggio della diffusione delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione nel nostro Paese, ha stilato la classifica dei capoluoghi di provincia italiani più “smart”.
Su 116 città capoluogo Grosseto si piazza al 48º posto del ranking dello “Smart city index”, concepito come una classifica relativa: non misura cioè in termini assoluti il livello di innovazione “smart” di una città ma la sua distanza dalla città che fa registrare la performance migliore, cioè Bologna.
Per Grosseto dunque una posizione da centro classifica a livello nazionale ma se misuriamo il suo risultato con quello delle altre città toscane il quadro cambia. Dopo di noi c’è solo Massa (settantesima su 116 capoluoghi) mentre tutte le altre toscane si piazzano meglio. Sul podio Firenze (sesta in Italia), Pisa (tredicesima) e Prato (trentunesima).
Lo studio, di cui ha dato notizia ieri Il Sole 24 ore e disponibile sul sito www.between.it, non fornisce solo la classifica nazionale ma consente anche di evidenziare settori dell’innovazione in cui il nostro capoluogo fa registrare punteggi migliori e settori in cui invece c’è ancora da lavorare. Sono i cosiddetti ranking tematici frutto dell’analisi a fini statistici di 153 indicatori divisi in nove aree. A seconda della posizione in classifica la città viene definita di prima fascia (se tra il primo e il 39º posto), di seconda fascia (tra il 40º e il 78º) e di terza fascia (oltre il 79º).
In due aree Grosseto è in prima fascia: la cosiddetta “smart health” (in cui rientrano indicatori come la diffusione del fascicolo sanitario elettronico e la possibilità di effettuare prenotazioni di visite o pagamenti via web) e la gestione delle risorse naturali (area che comprende indicatori come la qualità dell’aria, la gestione del ciclo dei rifiuti e la dispersione di acqua nella rete).
Viceversa in altre due aree il capoluogo maremmano scivola nella terza fascia: si tratta dei settori “smart education” ed efficienza energetica. Le scuole grossetane sono ancora dunque poco smart rispetto agli standard nazionali per disponibilità di computer, lavagne multimediali e connessioni a Internet rispetto agli studenti. Ma sono anche meno smart, rispetto ad altri esempi più virtuosi, le nostre case per consumo di energia elettrica e metano e i sistemi di illuminazione pubblica.
Risultati di seconda fascia infine nella diffusione della banda larga e delle energie rinnovabili, mobilità, servizi interattivi e on line della pubblica amministrazione.
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