Sicurezza
«Canile fatiscente», la Lav va in procura
Gli animalisti chiedono di indagare sullo stato degli animali, i permessi edilizi e altri aspetti del ricovero di Massa Marittima
MASSA MARITTIMA. La segnalazione è arrivata alle orecchie della Lav una decina di giorni fa, quando la lega animalista ha tenuto un incontro pubblico a Massa Marittima sul fenomeno del randagismo di cani e gatti. «Andate a vedere il canile vicino al carcere in che condizioni è», ha detto un cittadino ai responsabili presenti. E la Lav non ha impiegato molto per recarsi sul posto, raccogliere il materiale necessario e far partire una segnalazione al copro forestale e (per conoscenza) anche alla Procura di Grosseto.
Stato degli animali, regolarità dei permessi edilizi, tutela ambientale e altro ancora. Sono molti i punti che il coordinamento provinciale grossetano della lega antivivisezione ha chiesto di chiarire agli organi di controllo, intenzionato ad andare a vagliare ogni aspetto che riguarda il canile di Massa Marittima. Una struttura, non certo all’avanguardia, che in verità è in piedi da diverso tempo e che tutti, bene o male, nella Città del Balestro conoscono.
La segnalazione alla Lav però è arrivata soltanto il 28 giugno scorso, durante l’incontro sul randagismo. «È composta semplicemente di baracche e recinti improvvisati – spiegano dalla Lav – è stata realizzata nel corso del tempo nei pressi del carcere».
Tanto è bastato comunque alla Lav per sollevare il caso. Che ieri mattina ha inviato «una comunicazione al corpo forestale e in conoscenza alla Procura della Repubblica di Grosseto, al Comune di Massa Marittima, alla Asl 9 e ai carabinieri, chiedendo che si proceda ai dovuti accertamenti».
Sono molti gli interrogativi a cui gli animalisti ora vogliono una risposta: «Valutare se non siano state violate normative di tutela ambientale, in particolare in merito allo smaltimento delle deiezioni dei numerosi animali». Insomma, ora il canile di Massa Marittima (già discusso proprio per la sua fatiscenza) passerà dal vaglio dei controlli.
«La Maremma è purtroppo costellata di realtà nascoste come questa – spiega Giacomo Bottinelli, responsabile Lav Grosseto – spesso più o meno colpevolmente ignorate». E quello massetano è uno dei più classici esempi. «Si tratta in massima parte di canili di cacciatori – continua Bottinelli – ed è assolutamente necessario portare allo scoperto queste strutture per la tutela degli animali e dell’ambiente nel contesto di una sana politica di contrasto al randagismo».
A dire il vero, però, il Comune aveva già studiato una soluzione. Nel regolamento urbanistico, infatti, è prevista la realizzazione di un nuovo canile, non distante dal campo tiro del Terziere di Cittanuova. Ma anche questa ipotesi, sollevata un anno fa, ha trovato diverso malcontento in città, tanto da portare oltre 200 firme su una petizione proposta dai cittadini di quel quartiere che non vogliono le gabbie sotto casa.
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