Il Tirreno

Grosseto

Occhi elettronici contro gli scippi

di Elisabetta Giorgi
Occhi elettronici contro gli scippi

GROSSETO. Mamme col passeggino, signore con la spesa. Ragazzi in scooter, gente che discute e non sa di essere scrutata. Il “grande fratello” della municipale vigila dall’alto, sui punti più...

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GROSSETO. Mamme col passeggino, signore con la spesa. Ragazzi in scooter, gente che discute e non sa di essere scrutata. Il “grande fratello” della municipale vigila dall’alto, sui punti più sensibili della vita che scorre sotto, per proteggere i cittadini e garantire sicurezza. Sono molte le telecamere esistenti; molte altre sono in arrivo in virtù di un grande progetto che punta a moltiplicare la sorveglianza pubblica. e fin qui era storia nota. Ma c’è dell’altro.

La novità di questi giorni è che il Comune di Grosseto potrebbe presto “tarare” il suo piano in funzione degli ultimi fatti di cronaca: in particolare il baby bullismo che nelle ultime settimane ha tormentato abitanti e negozianti del centro storico. Una telecamere nuova di zecca - per esempio - potrebbe essere ben presto installata in piazza del Sale, con un occhio “strategico” puntato sulla salitina della Cavallerizza. Un’altra telecamera ancora è in vista nel sottopasso tra via Etruria e via Mattetotti, preso di mira dagli scippatori.

«Sono due progetti allo studio e che stiamo gestendo con gli uffici della municipale e dei lavori pubblici», dice un esperto di telecomunicazioni come l’ingegner Carlo Manfucci, professionista che lavora per il Comune. Con lui, con il comandante dei vigili Felice Carullo e alcuni operatori abbiamo trascorso una mattinata nella centrale operativa di piazza La Marmora, per seguire da vicino lo sguardo delle telecamere e farci un quadro di un sistema che ha, necessariamente, i suoi punti di forza e le sue ombre. Per una volta eccoci “al di qua” dell’occhio che scruta, dentro il cuore di un ingranaggio che in genere vediamo solo all’esterno, aggrappato agli angoli alti degli edifici. È il quartier generale della sorveglianza pubblica, dove il personale in divisa - che controlla e inquadra le pattuglie radiolocalizzate, manovrando attentamente le telecamere installate in città - infonde un volto umano a quegli strumenti algidi. È un gioco dialettico tra piccoli monitor e maxischermo, anche se non vi è nulla di ludico in quello sguardo in fibrillazione che si sposta, sezionando il centro storico in 9 caselle lungo la parete centrale. Vi sono due sistemi di telecamere, che controllano il centro storico di Grosseto: le “speed dome” (ve ne sono 13) permettono a un operatore remoto di ruotare la telecamera in tutte le direzioni, in modo da inquadrare al meglio le zone sensibili in un’area vasta. Le telecamere con obiettivo Fish eye (ce n’è una) abbracciano un angolo di campo vasto registrando tutto in tutte le direzioni, anche senza operatore, proiettando il tutto come immagine circolare. In centro a Grosseto, ammette Manfucci, «le zone scoperte sono tante, data la vastità e gli anfratti». Tra i nemici delle videocamere ci sono anche «gli alberi con le loro fronde». E Piazza del Sale? È coperta da una “speed dome”, con tutte le limitazioni del caso: l’occhio inquadra Porta Vecchia, piazza del Sale, via Ricasoli, via Mazzini, un bel pezzo di via san Martino, via Saffi, il sottopassaggio. Ma manca la visuale clou della “salitina” nella Cavallerizza, dove i ragazzini che tiravano i sassi, dunque, non sono stati “pizzicati”. Anche quando l’operatore finisce di lavorare alle 1, la sorveglianza finisce. Le soluzioni? «È allo studio di posizionare una telecamera fish eye proprio qui», conclude Manfucci. Ben messo, «è un sistema che ha la sua efficacia».

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