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Bici selvaggia sulle strisce pedonali

Bici selvaggia sulle strisce pedonali

Raffica di collisioni con i passanti sul nuovo passaggio in via San Benedetto Po a Castiglione

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Strisce pedonali che si trasformano in pista ciclabile; bici che si trasformano in un pericolo per i pedoni. In piena estate, e con una popolazione “lievitata” per i tanti turisti che vi passano le vacanze, Castiglione deve fare i conti con una viabilità in alcuni tratti pericolosa. E non per la “distrazione” di chi è chiamato ad amministrare le strade, ma per l’uso che dei nuovi spazi, recentemente ricavati per i pedoni, ne fanno i ciclisti.

«Sicuramente nelle intenzioni dell’ufficio Lavori pubblici del Comune di Castiglione della Pescaia c’era la volontà di eliminare tutta una serie di barriere architettoniche da via San Benedetto Po fino al municipio, facilitando l’accesso agli uffici pubblici per tutti i cittadini che avessero avuto bisogno di recarvisi a piedi o in bicicletta», spiega il castiglionese Massimiliano Angeloni. «Purtroppo, però, si è creata una situazione di estremo pericolo lungo il marciapiede che fronteggia l’edificio di via San Benedetto Po, dal civico 40 al 44».

Il problema è che il marciapiede creato a livello della strada tracciando semplicemente le strisce pedonali viene usato come pista ciclabile. «Le lunghe strisce pedonali, disegnate alle due estremità del tratto pedonale – spiega Angeloni – vengono facilmente interpretate dai ciclisti come un invito a servirsi del marciapiede. Il risultato è che uscire dai cancelletti del condominio risulta, ora, estremamente pericoloso. Per i ciclisti che arrivano da via Ximenes, e devono entrare verso il centro del paese, l’invito a seguire questo percorso alternativo è troppo forte. Si evita il rischio di dover attraversare una corsia della trafficatissima via San Benedetto Po, e ciò non è cosa di poco conto, dato che molte autov raggiungono spesso velocità superiori a quelle consentite per la presenza del lungo rettilineo».

La mano del Comune, riconosce Gentiloni, ha compiuto un gesto involontario. «È necessario che l’amministrazione – spiega comunque Angeloni – individui in tempi rapidi delle soluzioni idonee a ripristinare la sicurezza, visto che in pochi giorni dalla chiusura dei lavori, già numerosi pedoni hanno rischiato la collisione con ciclisti. Ben vengano le piste ciclabili, ma devono servire a ridurre i pericoli, non ad aumentarli».

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