Il Tirreno

Grosseto

«Sull’ospedale i patti saranno rispettati»

«Sull’ospedale i patti saranno rispettati»

Il sindaco Franci sicuro che l’accordo con l’Asl non sarà cambiato: io mi sento tranquillo

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CASTEL DEL PIANO. Il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci non è preoccupato per l’ospedale di Castel del Piano. A proposito della questione riorganizzazione sanità regionale, dalla la quale alcuni sindaci di altri comuni come Pitigliano, Orbetello, Massa, che hanno un presidio ospedaliero, temono di essere travolti, con la chiusura, addirittura dell’ospedale di zona, afferma di essere convinto che gli accordi presi saranno rispettati: «Quello che abbiamo firmato nel protocollo di alcuni giorni fa, a Castel del Piano, col direttore Asl 9 Fausto Mariotti – sottolinea Franci –, non mi risulta proprio che sia stato sconfessato. Reputo di parlare di atti seri e in cui avere fiducia. Se poi le carte dovessero essere stravolte allora ce lo dicano e prenderemo le dovute decisioni. Ma al momento sono tranquillo. Prima della firma del protocollo avevo fatto anche un passaggio in giunta regionale e ciò che è scritto nel patto territoriale era stato ampiamente confermato. Per cui se le firme hanno un peso, e noi crediamo di sì, posso dire che l’ospedale di Castel del Piano non è a rischio chiusura». Il nuovo patto territoriale 2013, il protocollo sanitario che per tre anni sarà il documento ufficiale contenente le linee organizzative ospedaliere e territoriali per il prossimo triennio è stato siglato lo scorso 21 giugno a Castel del Piano, con tutte le istituzioni presenti attorno al tavolo presieduto dal presidente SdS Claudio Franci affiancato dal direttore generale Asl 9 Fausto Mariotti con molti dirigenti aziendali e 7 sindaci dei Comuni amiatini. Mancava all’appello, però, il sindaco di Castell’Azzara Marzio Mambrini, che comunicava la sua non partecipazione alla firma, per testimoniare in maniera forte tutta la sua protesta contro i tagli del governo in materia di sanità. Un’ampia partecipazione, perciò, prima di una sigla che fu detto in sede di firma del protocollo “stabilizza per tre anni la sanità territoriale”. Rispetto al documento del patto fu evidenziata la “territorialità” negli interventi del presidente Franci e del direttore Mariotti , «perché parlare di sanità – commentò Franci – è parlare e ottenere presidi territoriali in ogni Comune». Dunque l’ospedale come struttura tradizionale è una parte di un complesso e articolato scenario dove i ricoveri ospedalieri sono ridotti all’osso, e dove contano di più le specialistiche, le cure intermedie, l’ospedale di comunità, di cui il patto rende conto con ampia ricognizione. Nessuna problematica esiste, a quanto detto dallo stesso direttore Mariotti, per il pronto soccorso, recentemente ampliato e ristrutturato sia materialmente che nel personale: «Col patto si mette fine anche alla querelle pronto soccorso – ha dichiarato il direttore – che mai, comunque, mi sono sognato di mettere in discussione. Il pronto soccorso si rafforza e con esso l’ospedale di comunità e i letti per l’hospice. e tutto questo dovrebbe dare fiducia ai cittadini». Franci, dal canto suo, ha aggiunto che nella riorganizzazione in corso del sistema sanitario Amiata grossetana, sarà chiesto di inserire il percorso per le interruzioni di gravidanza, che al momento non sono possibili in loco e ha messo in evidenza che «come istituzioni siamo impegnati a guardare avanti nonostante tagli e balzelli. Non abbiamo mai lasciato soli i cittadini, ha detto e con questo patto abbiamo stabilità per tre anni».

Fiora Bonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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