Sicurezza
Massa Marittima, l’assessore chiede un rinvio al bilancio
MASSA MARITTIMA. I conti non tornano e non per colpa degli uffici. Mentre ancora non si sa a quanto ammontano precisamente le entrate, da una parte ci sono i tagli statali e dall’altra il dovere di...
MASSA MARITTIMA. I conti non tornano e non per colpa degli uffici. Mentre ancora non si sa a quanto ammontano precisamente le entrate, da una parte ci sono i tagli statali e dall’altra il dovere di mantenere i servizi ai cittadini. Una situazione complicata, per chi deve lavorare con numeri e tabelle. Per questo l’assessore di Massa Marittima Giacomo Michelini, impegnato a lavorare sulle tariffe cittadine, lancia un appello: «Posticipare l’approvazione del bilancio di previsione è una scelta obbligata». Perché in un quadro poco chiaro serve destinare le poche risorse disponibili là dove servono. «Sul bilancio stiamo lavorando attentamente settore per settore per razionalizzare dove è possibile e per contenere la spesa cercando però di non condizionare i servizi e tenendo conto che il nostro è un Comune turistico e non può non investire in eventi, nella cultura, nello sport e nell'ambiente».
I dubbi maggiori riguardano le entrate. Il governo Letta ha sospeso l’Imu sulla prima casa: «Il nostro Comune – spiega Michelini – non sa su quale gettito poter contare realmente. Si tratta di circa 500mila euro. Chi li compenserà? E come?». Ma l’Imu «è solo un esempio», dice l’assessore. In tanta incertezza a rischio finiscono i servizi per la comunità: «Le buche nelle strade da tappare, l'erba da tagliare, gli edifici e i servizi scolastici da mantenere, gli anziani e le persone in difficoltà da sostenere, la promozione della cultura, cani randagi da catturare e da mantenere, la pulizia delle strade, i rifiuti abbandonati da smaltire: questi e tanti altri servizi – spiega Michelini – hanno bisogno di risposte puntuali, ogni giorno».
Così diventa necessario lavorare dove è possibile. Per esempio sulla Tares. Un’imposta, conclude Michelini, che «porta con sé altre incognite con cui dobbiamo fare necessariamente i conti. L’obbiettivo è quello di essere attenti e vicini a quelle categorie che sono in particolare sofferenza e sono davvero tante: piccole imprese, famiglie, soprattutto quelle con disoccupati, pensionati». (a.f.)
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