Attenzione
Concordia, rinvio per i patteggiamenti
Già certo lo slittamento dell’udienza preliminare di domani ma la macchina al Moderno deve essere comunque pronta
GROSSETO. Deve cominciare domani ma già si sa che non comincerà. L’appuntamento è comunque fissato per le 11,30 di domani, al teatro Moderno, ma l’udienza preliminare in cui deve essere messa la parola «sì» ai patteggiamenti richiesti il 14 maggio per il naufragio della Concordia non durerà che pochi minuti. Cioè il tempo che servirà ai difensori, o ai loro rappresentanti, per dichiarare l’adesione all’astensione proclamata dall’Organismo unitario dell’avvocatura contro la reintroduzione della mediazione. Basta che ce ne sia una, anche degli avvocati di parte civile (e di adesioni ne sono già state preannunciate diverse) e l’udienza salta. Già scelta la data alternativa: 20 luglio.
Un’atmosfera surreale ma inevitabile quella che si respirerà tra le quattro mura del teatro, già comunque pronto per l’udienza pubblica del martedì per il solo Francesco Schettino, anche questa destinata a saltare per le medesime ragioni. Teatro pronto, modifiche a circolazione e sosta già in vigore, forze dell’ordine mobilitate. Tutto come se l’udienza (quella di oggi è in camera di consiglio, cioè a porte chiuse) dovesse avere regolare svolgimento.
In questi cinquanta giorni e poco più, il giudice Pietro Molino ha esaminato la congruità dei cinque patteggiamenti raggiunti tra accusa e difesa. La Procura aveva invece respinto la proposta di patteggiamento avanzata da Schettino (3 anni e 4 mesi). Di seguito le proposte, bollate all’epoca come «scandalose» da alcuni degli avvocati di parte civile.
Roberto Ferrarini. Per il fleet crisis coordinator di Costa Crociere 2 anni e 10 mesi. La Procura aveva chiesto per lui il giudizio per i reati di omicidio colposo plurimo (32 le vittime), lesioni colpose plurime (157 i feriti e-o traumatizzati) e mancata collaborazione con l’autorità marittima. Più specificatamente, non avrebbe «collaborato pienamente con le Autorità marittime competenti, allo scopo di ridurre al minimo le conseguenze dell'incidente in mare occorso alla nave Costa Concordia», come recita l’imputazione.
Manrico Giampedroni. Per l’hotel director 2 anni e 6 mesi. Le accuse sono omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime. Avrebbe omesso di «fornire il necessario supporto e la necessaria assistenza al comandante Francesco Schettino ovvero comunque omettendo di cooperare per la salvezza della nave e delle persone imbarcate».
Ciro Ambrosio. Per il primo ufficiale di coperta, capo del turno di guardia tra le 20 e le 24 di quel 13 gennaio, 1 anno e 11 mesi. La Procura lo ha indagato per naufragio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose, mancata collaborazione con le autorità marittime.
Silvia Coronica. Per il terzo ufficiale di coperta, in sottordine ad Ambrosio, 1 anno e 6 mesi. Naufragio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose i reati ipotizzati dall’accusa.
Jacob Rusli Bin. È il timoniere indonesiano che non avrebbe capito gli ordini di Schettino. Naufragio colposo è il reato per il quale è stato chiesto il suo giudizio, 1 anno e 8 mesi la pena concordata tra accusa e difesa.
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